XIX Domenica Tempo ordinario – Anno C | commento al Vangelo Domenicale di Don Arturo Di Sabato


don-arturo-di-sabato-1Rubrica – “A contatto con il Vangelo – a cura di Don Arturo Di Sabato Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga – Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes).
Commenti e riflessioni sul Vangelo Domenicale.

Il seme della Vita | XIX domenica Tempo ordinario – Anno C 
11 Agosto 2019 – Dal Vangelo secondo Luca (12,32-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Carissimi,
nella pagina odierna del vangelo, Gesù ci richiama ad essere vigilanti, “essere pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”, in attesa del suo ritorno. Gesù ci invita a non temere, ma nello stesso tempo ci invita anche a vendere quanto abbiamo in terra, per arricchirci di un unico tesoro che è nel cielo. La parabola che racconta Gesù, sembra mettere in crisi tutti ma soprattutto i discepoli, tanto che Pietro lo interrompe: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Gesù, risponde a Pietro che tutti devono servirsi a vicenda con amore dal più grande fino al più piccolo, senza pretendere nessun beneficio. Infatti conclude:” A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
Questa pagina del vangelo ci insegna ancora una volta la raccomandazione di Gesù che la nostra vita non dipende dai nostri beni materiali, la nostra vita, è solo un bene per Dio.
Dobbiamo vivere bene la nostra vita con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese, che non devono mai consumarsi perché devono alimentarsi sempre per una fede forte e tenace.
Le nostre lampade, non si consumeranno mai con una preghiera forte, assidua, e alla preghiera faremo seguire le opere e le azioni.

Buona domenica
Vostro don Arturo

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Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga - Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes)

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