Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “E CH’ÉJE ‘A STRÉTTE CIACIANÈLLE? “


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” E CH’ÉJE ‘A STRÉTTE CIACIANÈLLE? “

ciacianella_luceraTraduzione: (Che cos’è la Stretta di Ciacianella? ).

Significato: “Un modo di apostrofare un qualcosa che sa di piccolo”

Curiosità: “Vico Ciacianella, con i suoi 45 centrimeti di larghezza ad altezza uomo e appena 22 centrimeti ad altezza tetti, è il vicolo più stretto d’Italia e probabilmente d’Europa. Si tratta di un varco, situato nel cuore del centro storico di Lucera, che per attraversarlo occorre passarci di traverso. Il varco, in realtà, è lo spazio tra i muri di due palazzi storici i cui proprietari, per contrasti inerenti all’area su cui costruire, hanno pensato di trovare quella soluzione per risolvere la loro controversia. Da dove derivi il nome del vicolo è un interrogativo che fino ad oggi non ha trovato una risposta univoca. Da una prima ipotesi, nei pressi della stretta esisteva una cantina, detta ‘A candíne Ciacianèlle; ciò avrebbe dato il nome al vicolo. Però, alcuni non la ritengono valida poiché sostengono che sia stato il nome del vicolo a dare il nome alla cantina. Secondo un’altra ipotesi, invece, la denominazione deriverebbe da Ciacianella, una popolana che svolgeva un’attività incerta in uno dei sottani situati nei pressi del vicolo. Per i lucerini, pur essendo solo un varco tanto angusto, è sempre stato una specie di scorciatoia utile per raggiungere il Duomo dalla piazza del mercato ortofrutticolo e viceversa. Da un po’ di tempo, “la Stretta”, da curiosità turistica quasi unica nel suo genere, si è trasformata in un vespasiano a cielo aperto, per comportamenti incivili che, come se il tempo fosse passato invano, sono identici a quelli dei tempi della cantina.”

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

Commenta la notizia

commenti

Tags

Lascia un commento