Angolo della poesia dialettale lucerina: “‘A CUCCUUAJE” di Costantino Catapano


Lino Montanaro e Lino Zicca, hanno pensato di proporre all’attenzione dei lettori poesie dialettali di numerosi autori lucerini.

Queste, insieme a quelle dell’avvocato Enrico Venditti, costituiscono parte del patrimonio culturale della nostra città.

civettaQui di seguito, la poesia “‘A CUCCUUAJE“, poesia di Costantino Capatano.

‘A cuccuuaje, stace accucculate sop’u titte,
probete faccefront’a ttè,
e se vede ca spije dritte-dritte,
cume cuccuajasse a ttè.
Pare ca già duje s’ha carrejate,
adda accucchià trè a quella strade:
a sere chi a sènte cuccuuajà, ne ne pò fà a mmene de se grattà!

TRADUZIONE: LA CIVETTA
La civetta, sta appollaiata sopra il tetto,
proprio di fronte a te,
e si vede che guarda dritto dritto,
come se facesse il verso a te.
Sembra che già due li ha mandati al cimitero,
deve metterne insieme tre in quella strada:
la sera chi la sente piagnucolare non può fare a meno di grattarsi!

COMMENTO
Pochi versi di Costantino Catapano mostrano un intreccio di sottili rapporti tra un uccello e l’uomo. La civetta, divinizzata nell’antica Grecia, era l’uccello di Atena, simbolo della letteratura, poesia e filosofia. In altre epoche è diventata simbolo della malasorte e sventura, che colpisce l’uomo impaurito e superstizioso. La presenza, il verso dell’uccello e la paura della morte da parte dell’uomo. Un quadretto trattato con leggerezza e ironia, proprio come sa fare la poesia di Costantino Catapano..

Una rubrica di Lino Montanaro e Lino Zicca

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