Angolo della poesia dialettale lucerina: “‘A PRECESSIONE” di Enrico Venditti


Lino Montanaro e Lino Zicca, hanno pensato di proporre all’attenzione dei lettori poesie dialettali di numerosi autori lucerini.

Queste, insieme a quelle dell’avvocato Enrico Venditti, costituiscono parte del patrimonio culturale della nostra città.

enrico vendittiQui di seguito, la poesia “‘A PRECESSIONE”, poesia di Enrico Venditti.

E chi t’a dace cchjù mo’ quella fèste,
‘a bbèlla fèste de tand’anne arréte?
Me saje addì che precessione è queste?
De tanne ng’è rumase che ‘a cupéte!
Che tutte quilli Sande ‘ngumbagnije ca vedive sfelà pe strade e viche se cunzulave, sì, Sanda Marije.
Chi s’arrecorde cchjù mo’ i spèzzeje andiche.
Bbotte,‘llumenazione a lambiungille tutte i Cungréje, carrozze chi pariglje ére ‘na fèsta granne p’i famiglje, ére ‘na ggioje pe ricche e puurille.
‘A cuccagne, i pallune,doje o tre banne.
Ma pecché m’agghja fà mo u sanghe amare?
Pe caccià sti rucurde bbèlle e care me vache a pegghjà ‘a grattamarijanne.

TRADUZIONE: LA PROCESSIONE
Chi ti da più ora quella festa,
la bella festa di tanti anni fa?
Mi sai dire che processione è questa?
Di allora c’è rimasto solo il torrone!
Con tutti quei Santi assieme che vedevi sfilare per strade e vicoli si consolava, sì, Santa Maria.
Chi si ricorda più le usanze antiche.
Botti, illuminazione a lampioncini, tutte le Confraternite, carrozze con due cavalli, era una festa grande per le famiglie, era una gioia per ricchi e poverelli.
La cuccagna, i palloncini, due o tre Bande.
Ma perché mi devo fare ora il sangue amaro?
Per scacciare questi ricordi belli e cari mi vado a prendere una granita.

COMMENTO
L’avvocato Venditti, con il suo stile asciutto, scrive una poesia ove i ricordi, riguardanti i modi tradizionali di svolgimento della processione di agosto, fanno emergere una sottile delusione per come si svolge la nuova cerimonia. P.S.:Venditti si riferisce ai modi di svolgimento della processione praticati fino all’inizio della Seconda Guerra mondiale. Per tradizione la sera del 14 agosto le confraternite portavano in Cattedrale le statue dei Santi che, con quella di Santa Maria Patrona, avrebbero sfilato in processione. A destra della navata centrale venivano poste le statue delle sante e a sinistra quelle dei santi. Il mattino del 16 agosto a Lucera si svolgeva la Processione che attraversava tutte le principali strade cittadine, opportunamente bardate a festa con la statua di Santa Maria accompagnata da quelle dei trentasei santi. Partecipavano alla processione il Vescovo, il Capitolo della Cattedrale, gli Ordini Religiosi, le Congreghe, i devoti e, naturalmente, la banda. Al rientro in Duomo, entravano prima le statue dei trentasei santi che di nuovo erano disposte ai rispettivi lati della navata centrale per il saluto finale al passaggio della statua di Santa Maria Patrona. Tali modi tradizionali di svolgimento della processione furono modificati dal Vescovo Ventola che stabilì anche che la processione del 16 agosto si svolgesse di pomeriggio.

 

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