II Domenica del Tempo di Quaresima – Anno C | commento al Vangelo Domenicale di Don Arturo Di Sabato


don-arturo-di-sabato-1Rubrica – “A contatto con il Vangelo – a cura di Don Arturo Di Sabato Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga – Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes).
Commenti e riflessioni sul Vangelo Domenicale.

Il seme della Vita | II Domenica del Tempo di Quaresima – Anno C 
17 Marzo 2019 – Dal Vangelo secondo Luca (9,28b-36)

In quel tempo, circa otto giorni dopo questi discorsi Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

“ASCOLTATELO” (Lc 9,35)

Carissimi,
domenica scorsa prima di quaresima nelle tentazioni abbiamo contemplato Gesù nella sua natura umana, perché è stato tentato come uomo e non come Dio. Oggi, seconda di quaresima, lo contempliamo nella sua natura divina attraverso il conosciuto ed emozionante episodio della trasfigurazione sul monte Tabor dove Gesù ha portato con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Luca scrive che il tutto è avvenuto otto giorni dopo i discorsi, quindi molto probabilmente la professione di fede di Pietro. Sul monte Gesù cambia d’aspetto, sfolgorante, Marco addirittura sottolinea che nessun lavandaio sulla terra poteva rende candide le sue vesti.
Gesù si reca su quel monte per pregare e appaiono Mose ed Elia i due maggiori esponenti dell’Antico Testamento, che rappresentavano la Legge ed i Profeti. Parlano con Gesù dell’ “esodo che avrebbero portato a compimento a Gerusalemme”. Un esodo glorioso ma che doveva passare per la Via della Croce. I discepoli erano profondamente addormentati poiché turbati dal fenomeno della luce sfolgorante. Quando si svegliarono, videro Gesù e i due uomini che stavano con lui. Pietro è l’unico a parlare, proponendo di fare tre capanne: non vogliono scendere dalla montagna, si sentono al sicuro, ma non sanno che a Gesù come anche loro spetta una prova: la Croce. Infatti, si riaddormenteranno nuovamente nel Getsemani, non accompagneranno Gesù con la loro preghiera. Hanno poi ricevuto la conferma di seguire il loro maestro, quando sentono udire la stessa voce udita nelle acque del giordano: “Questi è il Figlio mio, l’eletto”. Però, sul Tabor il Padre dà una raccomandazione ai discepoli come a tutti noi:” ascoltatelo”.
La trasfigurazione, senza dubbio è stato un evento glorioso, è stato un evento di Luce, quindi un anticipazione della Pasqua, ma Gesù con Mosè ed Elia ci fa capire attraverso anche il monito del Padre”Ascoltatelo” che non si arriva alla luce, senza la croce.

Buona domenica
Vostro don Arturo

 

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Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga - Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes)

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