II Domenica di Pasqua – Anno C | commento al Vangelo Domenicale di Don Arturo Di Sabato


don-arturo-di-sabato-1Rubrica – “A contatto con il Vangelo – a cura di Don Arturo Di Sabato Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga – Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes).
Commenti e riflessioni sul Vangelo Domenicale.

Il seme della Vita | II Domenica di Pasqua – Anno C 
28 Aprile 2019 – “Dal vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

“MIO SIGNORE E MIO DIO” (Gv 20,28)

Carissimi,
in questa seconda domenica di Pasqua Giovanni ci narra una delle manifestazioni più emozionanti di Gesù ai suoi discepoli dopo la Risurrezione.
I discepoli erano a porte chiuse per paura dei Giudei ma anche perplessi dopo il racconto delle donne che avevano trovato il sepolcro vuoto. Gesù per rassicurarli ripete più volte: “Pace a voi”, mostra le ferite della passione e poi soffia su di loro, per mandare lo Spirito, un gesto che ricorda il soffio di Dio quando ha dato la vita all’uomo all’inizio del mondo. Inoltre, concede il dono della misericordia, di rimettere i peccati o di non rimettere.
Manca Tommaso, l’incredulo:”Se non vedo, non credo!”. Gesù non si fa aspettare tanto, e una settimana dopo ritorna sempre a porte chiuse con il suo saluto di pace, ma si rivolge a Tommaso e gli chiede di toccare i segni della sua Passione, i segni del suo amore per l’umanità, invitandolo ad essere credente e non più incredulo. Tommaso è preso dall’amore, dalla misericordia di Gesù e fa la sua professione di fede, una professione bella, dolce e intensa: “Mio Signore e mio Dio”. Gesù, lo invita ad essere credente e non più incredulo: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». E chi saranno? Noi, che non abbiamo visto dal vivo, il costato trafitto, le mani e i piedi bucati, non abbiamo visto i morti risorgere, i ciechi o gli zoppi guarire.
Forse qualche dubbio di fede ci assale sempre, nelle sofferenze, in qualche desiderio o progetto che si realizzasse, cadiamo nello stesso errore di Tommaso: “Se non vedo non credo”. Invece no, quando abbiamo qualche incertezza, ripariamoci nella preghiera, anzi facciamo nostre le stesse parole della bella ed alta professione di Tommaso:”Mio Signore e mio Dio”. Ripetiamole, quando guardiamo il crocifisso, quando preghiamo e come mi ha insegnato uno dei miei parroci, ripetiamole anche quando il sacerdote eleva il corpo e sangue di Cristo alla Consacrazione durante la Santa Messa, Per concludere, oggi è anche la domenica della Divina Misericordia, voluta da Gesù stesso attraverso le apparizioni a Santa Faustina Kowalska a partire dal 1931 e istituita da San Giovanni Paolo II, la seconda domenica di Pasqua del 2000.
In una delle apparizioni che Santa Faustina riporta nel suo Diario, Gesù dice:« “Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa». (II Quaderno n.699)

Buona domenica della Divina Misericordia
Vostro don Arturo

 

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