Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “È ARREVÁTE ‘A MASCIJÁRE”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“È ARREVÁTE ‘A MASCIJÁRE”

fattucchieraTraduzione: (È arrivata la fattucchiera)

Significato: “Era un modo per indicare la presenza di una donna da cui stare alla larga, considerata alla stregua di una fomentatrice di liti ”

Curiosità:  “Secondo la tradizione popolare il malocchio era un artifizio con cui alcune persone, che possedevano consciamente o inconsapevolmente particolari poteri, potevano procurare con il proprio sguardo, volontariamente o involontariamente, un danno ad altri. Riuscendo, persino, a cambiare il corso della loro vita, con una serie di disgrazie e di eventi negativi, inspiegabili. La persona colpita era spesso soggetta a forti dolori di testa, perdita dei capelli, una insistente anemia o uno ostinato stato malinconico. Esisteva una vecchia usanza superstiziosa ( l’ugljatúre ) in base alla quale per scoprire se una persona avesse subito il malocchio, occorreva rivolgersi ad una persona esperta di queste pratiche, la “ mascijára”, che possedeva facoltà particolari. Generalmente si trattava di donne piuttosto anziane, custodi della tradizione e delle superstizioni popolari, che avevano ricevuto il potere dalle loro madri e che lo avrebbero trasmesso alle loro figlie. . La persona che pensava di essere stata colpita dal malocchio si rivolgeva alla “mascijára” per sottoporsi al rito della verifica. La persona interessata si sedeva , mentre la “mascijára” prendeva un piatto pieno di acqua e, dopo aver fatto 3 segni di croce e pronunciata una formula incomprensibile vi lasciava cadere dentro alcune gocce di olio. Se l’olio si disperdeva nel piatto, fino a ricoprirne quasi l’intera superficie, si trattava di un semplice dolore di testa. Se invece le gocce rimanevano in superficie e si univano, la persona era stata sicuramente colpita dal malocchio. In tal caso, la “mascijára” ungeva fronte, collo, nuca, petto e polsi dell’interessato con il medio destro pronunciando alcune parole magiche. Bisognava insistere in quest’operazione finché le gocce d’olio non si disperdevano. E’ importante sapere che se l’olio formava un cerchio, il malocchio era stato lanciato da un uomo; se aveva la forma allungata, era stata sicuramente una donna. Era fondamentale che l’acqua utilizzata venisse immediatamente buttata in fognatura, mai per istrada perché, il primo che ci passava sopra o vicino prendeva il malocchio della persona cui era stato appena tolto.“


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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