Psicologia: L’autismo


ariannapedoneIn questi giorni cercavo uno spunto per il mio articolo, e parlando con una stimata collega e cara amica, lei mi ha ricordato che a breve ci sarà la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo e mi ha suggerito di trattare quest’argomento se non lo avevo già fatto.

La caratteristica fondamentale del disturbo autistico è la difficoltà di interazione sociale e comunicativa accompagnata da povertà di interessi e di attività. Lo spettro autistico è molto ampio; ci sono tante forme diverse della stessa patologia con gravità differente, cioè varia la capacità di interazione e/o di comunicazione con l’altro, che si può tradurre in un ventaglio che va dalla mera difficolta ad un vero e proprio impedimento sociale e comunicativo. Le attività ristrette sono spesso ripetitive, stereotipate, ci possono essere dei rituali, manierismi motori, interesse eccessivo e assiduo per alcuni oggetti o parti di essi e l’incapacità di gioco simbolico (il classico far finta di..)

Di solito quando si parla di autismo infantile ci si riferisce ad una diagnosi precoce che può essere fatta anche quando il bambino ha tre anni, quando i genitori hanno osservato una certa serie di regressioni nel linguaggio del loro bambino e la mancanza di interesse dello stesso nelle interazioni sociali e, giustamente preoccupati, si sono rivolti al loro medico.

Ma non è sull’autismo che mi vorrei soffermare con voi quanto piuttosto sulla relazione possibile con soggetti che hanno questa patologia, sconosciuta, affascinante di cui ancora la causa certa è sconosciuta.

Relazionarsi con una persona che ha proprio problemi in questo campo non è assolutamente semplice, e spesso, quando mi trovo a parlare con insegnanti di sostegno, la frustrazione è ciò che mi arriva in prima istanza. Ma chi riesce per caso, fortuna o capacità (a volte ci vogliono tutte e tre queste componenti) a instaurare un rapporto significativo con un autistico, ha stabilito un legame forte, ha superato le onde del reef. Con questo non voglio dire che la relazione sarà una passeggiata, ma l’aver trovato il canale comunicativo che sia musica, matematica o altro, apre un mondo, il suo mondo, nascosto, privato, intimo, personale, a cui pochi hanno accesso e che bisogna rispettare come un regalo prezioso.

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