Rinascita Donna: L’anno che verrà


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La rubrica di Rinascita Donna non può non cominciare l’anno nuovo se non dando spazio ai numerosi femminicidi che hanno “macchiato” il 2016, 116 per la precisione stando al Rapporto dell’Eures, l’Istituto di ricerche economiche e sociali. Riportiamo alcuni dati reperiti dal sito Unità.tv.

Centosedici donne uccise nei primi dieci mesi del 2016, più di una ogni tre giorni. Al Nord spetta la maglia nera. L’età media delle vittime è di 50,8 anni, l’arma da taglio è quella più usata (in un caso su 3), gli uomini sono il 92,5% dei killer. Tra il 2000 – anno record con 199 donne uccise – e il 2016, sempre secondo l’Eures, le donne vittime di omicidio in Italia sono state oltre 2.800, un numero tale da connotare il femminicidio “come un fenomeno di carattere sociale”.

NORD A RISCHIO Anche nei primi dieci mesi del 2016 è il nord a confermarsi l’area geografica a più alto rischio di femminicidio, con ben 62 donne uccise (il 53,4% del totale), davanti al sud con 31 (26,7%) e al centro con 23 (19,8%). A livello regionale la Lombardia detiene il triste primato di regione con il più elevato numero di donne uccise (20 nei primi 10 mesi del 2016, una ogni due settimane) davanti a Veneto (13), Campania (12, ma erano state 30 l’anno prima), Emilia Romagna (12), Toscana (11), Lazio (10) e Piemonte (10).

VITTIME SEMPRE MENO GIOVANI L’età media delle vittime di omicidio volontario in Italia nei primi 10 mesi del 2016 risulta piuttosto elevata, pari a 50,8 anni. Ben il 30,2% delle vittime femminili risulta avere oltre 64 anni, mentre il 13,8% si colloca nella fascia compresa tra 55 e 64. Sul fronte opposto, meno di una donna su 10 aveva meno di 25 anni, il 13,8% tra 25 e 34 anni e il 16,4% tra 35 e 44 anni.

UN AFFARE DI FAMIGLIA Anche nel 2016 la famiglia (con 88 donne uccise, pari al 75,9% del totale), si conferma principale contesto omicidiario, in linea con quanto rilevato da tutte le precedenti analisi. Decisamente meno frequenti risultano i femminicidi tra conoscenti/infragruppo (6%), quelli consumati nell’ambito della criminalità comune (4,3%), quelli scaturiti da conflitti di vicinato (2,6%), all’interno di rapporti economici o di lavoro (1,7%). Tra gli 88 femminicidi familiari consumati tra gennaio ed ottobre, ben il 69,7% è avvenuto all’interno di un rapporto di coppia: 43 donne sono state uccise dal coniuge/convivente; 15 da un ex coniuge/ex partner e 2 da un partner/amante non convivente. Tra le altre figure familiari, quelle più “a rischio” sono le madri, con 14 vittime, pari al 16,3% del totale, nel 2016, seguite, con ampi scarti, dalle figlie (5 vittime).

IL MOVENTE Sono il movente passionale (29,3%) e quello della conflittualità quotidiana (31,7%) a “spiegare” il 60% dei delitti maturati in ambito familiare. Una quota significativa di donne (14, pari al 17,1% dei femminicidi familiari) è stata uccisa perchè malata o disabile, rientrando nella casistica dei cosiddetti omicidi “compassionevoli” , in cui però è l’incapacità dell’uomo di prendersi cura della compagna, più che il sollievo dal male, ad armare la mano omicida. Il disturbo psichico (conclamato) dell’autore ha motivato 10 femminicidi familiari nel 2016, mentre più sporadici risultano i casi di femminicidi familiari determinati da un movente economico (4), dalla presenza casuale (2), dall’affidamento dei figli (1) e dalla difesa della vittima principale (1).

La collettività non può ignorare questo fenomeno sociale che affligge il nostro paese ormai da molti anni; anche il Presidente della Repubblica Italiana Mattarella ne ha parlato nel discorso di fine anno a reti unificate e anche noi, che ci occupiamo di contrastare questo problema da ormai due anni sul territorio di Lucera e da un anno anche nel Subappennino Dauno Settentrionale, non possiamo non ricordare i nomi delle vittime, affinchè la giustizia faccia il suo corso, anche nella coscienza comunitaria, perchè la prevenzione parte dal contributo che ognuno di noi realizza nel segnalare la presenza di un Centro Anti Violenza autorizzato a Lucera e ancor prima nell’educare i nostri figli al rispetto di genere, affinchè il sacrificio di queste vittime non sia vano. Divulghiamo il seguente elenco nella speranza che l’anno appena cominciato conti un numero di vittime minore.

L’equipe Rinascita Donna

Alessia Partesana, uccisa a coltellate dal compagno il 24 dicembre;

Angela Pietrantonio, uccisa a coltellate dal figlio il 22 dicembre;

Daniela Roveri, uccisa a coltellate dal figlio il 20 dicembre;

Victory Uwangue, uccisa e poi data alle fiamme il 10 dicembre;

Caterina Perotta, uccisa dal marito il 5 dicembre;

Jennifer Sterlecchini, uccisa a coltellate dall’ex convivente il 2 dicembre;

Gabriella Fabbiano, uccisa con arma da fuoco dal compagno il 30 novembre;

Elizabeth Huayta Quispe, strangolata dal marito il 23 novembre;

Anna Manuguerra, uccisa a coltellate dal marito il 20 novembre;

Maria Melziade, aggredita e uccisa da uno sconosciuto il 17 novembre;

Rosamaria Radicci, uccisa per vendetta contro il figlio il 13 novembre;

Angela Doppiu, massacrata di botte e arsa viva dal marito il 10 novembre;

Maria Rita Tomasoni, uccisa con 26 coltellate dal fratello il 9 novembre;

Miranda Sarto, uccisa da uno sconosciuto l’8 novembre;

Teresa Castellone, uccisa da uno sconosciuto il 2 novembre;

Giada e Martina Agrosi, uccise con un colpo di pistola dal padre il 2 novembre;

Rosanna Prete, uccisa con un colpo di pistola dal marito il 2 novembre;

Aisha Bentifour, massacrata dal figlio il 24 ottobre;

Nona Movila, sgozzata dal marito il 22 ottobre;

Natalina Montanaro, uccisa a martellate dal marito il 20 ottobre;

Stefania Formicola, uccisa con un colpo di pistola dal marito il 19 ottobre;

Patrizia Gallo, uccisa con 87 coltellate dal figlio il 16 ottobre;

Nadia Arcudi, soffocata dal cognato il 14 ottobre;

Santina Lodi, massacrata a pugni dal marito l’11 ottobre;

Olga Shugai, sgozzata dal marito l’8 ottobre;

Lamiae Chriqi, data alle fiamme da un corteggiatore respinto il 6 ottobre;

Olga Matei, strangolata dall’ex compagno il 6 ottobre;

Natalina Carnelli, uccisa da un cocktail di farmaci preparato dalla figlia il 25 settembre;

Giulia Ballestri, uccisa a coltellate dall’ex compagno il 15 settembre;

Elisa Pavarani, uccisa a coltellate dall’ex compagno il 10 settembre;

Pashke Babaj, picchiata e accoltellata dal marito il 29 agosto;

Carmela Aparo, uccisa a colpi di pistola dall’ex convivente il 29 agosto;

Gianna Del Gaudio, sgozzata da uno sconosciuto il 26 agosto;

Maddalena Pavesi, uccisa a colpi di pistola dal marito il 22 agosto;

Barbara Fontana, seviziata e uccisa a coltellate il 12 agosto;

Rosaria Lentini, accoltellata alla schiena dal marito il 3 agosto;

Vania Vannucchi, bruciata viva dall’ex compagno il 3 agosto;

Marina Zuccarello, sgozzata dall’ex fidanzato della figlia il 30 luglio;

Giuseppina Minatel, strangolata dal marito il 26 luglio;

Gisella Purpura, uccisa a coltellate dal marito il 22 luglio;

Loretta Gisotti, uccisa a martellate dal marito il 16 luglio;

Maria Licari, uccisa dal marito il 15 luglio;

Catia Dell’Omarino, uccisa a martellate il 12 luglio;

Diana Gogoroia, sgozzata dal marito il 10 luglio;

T.N., uccisa dall’anziano che accudiva l’8 luglio;

Mariela Josefina Santos Cruz, uccisa a coltellate dall’amante dell’amica il 29 giugno;

Gilberto Manoel Da Silva, transessuale, uccisa a coltellate dall’amante il 29 giugno;

Manuela Preceruti, uccisa con 9 proiettili dal convivente il 28 giugno;

Bernadette Fella, strangolata dall’ex compagno il 27 giugno;

Simona Rossi, uccisa a colpi di pistola dal marito il 23 giugno;

Paola Borghi, soffocata dal figlio il 22 giugno;

Maria Ungureanu, violentata e affogata il 19 giugno;

Bruna Innocenti, uccisa dal figlio con un colpo alla tempia il 19 giugno;

Virginia Quaranta, uccisa il 18 giugno e per cui sono in corso delle indagini;

Angelina Fusco, uccisa a colpi di pistola dal marito il 15 giugno;

Fernando Thiago Batista, trans gender, uccisa a sprangate da uno sconosciuto il 14 giugno;

Esther Johnson, uccisa con 5 colpi di pistola da uno sconosciuto il 14 giugno;

Micaela Masella, uccisa dal marito che ha manomesso il tubo del gas il 12 giugno;

Maria Adeodata Losa, accoltellata dal vicino di casa l’11 giugno;

Rosa Grossi, massacrata di botte dal figlio il 10 giugno;

Alessandra Maffezzoli, uccisa a coltellate dall’ex convivente il 9 giugno;

Michela Di Baldo, uccisa a colpi di pistola dall’ex compagno l’8 giugno;

Lavdije Kruja, strangolata e gettata nel Po il 7 giugno;

Federica De Luca, picchiata e strangolata dal marito il 7 giugno;

Kamalijt Kaur, uccisa a colpi di pistola dal vicino il 1 giugno;

Maria Teresa Meo, uccisa a coltellate dal marito il 30 maggio;

Isabella Panzella, strangolata da un parente il 29 maggio;

Sara Di Pietrantonio, strangolata e poi bruciata dall’ex fidanzato il 29 maggio;

Danielle Claudine Chatelain, massacrata dalla compagna della figlia il 27 maggio;

Anna Recalcati, uccisa con un colpo di pistola dal marito il 22 maggio;

Deborah Desiree Fuso, uccisa con 15 coltellate dal compagno il 17 maggio;

Natalia Gorbati, sgozzata e presa a martellate dal cognato il 15 maggio;

Michela Noli, uccisa con 47 coltellate dall’ex marito il 15 maggio;

Mariangela Mancini, strangolata il 12 maggio;

Mariana Szekeres, strangolata il 30 aprile;

Slavica Kostic, uccisa dall’ex marito il 26 aprile;

Annalisa Bartolini, strangolata dal marito il 21 aprile;

Assunta Finizio, freddata da 4 colpi di pistola dal marito il 20 aprile;

Emilia Casarin, uccisa con un proiettile dal marito il 16 aprile;

Liliana Bartolini, sgozzata dal marito il 13 aprile;

Valentina Tarallo, uccisa a sprangate l’11 aprile;

Fiorella Radaelli, accoltellata alla gola dal marito l’11 aprile;

Liliana Mimou, strangolata dall’ex fidanzato il 10 aprile;

Moira Giacomelli, uccisa a coltellate dal suocero il 9 aprile;

Franca Ranghino, picchiata e finita con il mattarello dalla figlia il 7 aprile;

Elena Salmaso, accoltellata alla gola dal marito il 5 aprile;

Monica De Rossi, uccisa dall’ex con una coltellata alla schiena l 5 aprile;

Sabina Iuliana Chis, accoltellata dal marito e poi data alle fiamme il 31 marzo;

Rosa Landi, uccisa a colpi di pistola dal marito il 19 marzo;

Laura Germignani, uccisa con un colpo di fucile dal marito il 19 marzo;

Mirella Guth, uccisa a coltellate dal marito il 6 marzo;

Mariana Caraus, uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato il 3 marzo;

Gisella Nano, uccisa dal marito il 1 marzo;

Maria Askarov, uccisa a colpi di pistola dall’ex genero il 26 febbraio;

Rodica Monteanu, uccisa dall’ex marito il 26 febbraio;

Anna Maria Luci, uccisa a fucilate dal marito il 23 febbraio;

Marianna Luberto, soffocata con un cuscino dalla mamma il 20 febbraio;

Ernestina Bianca Chiari, sgozzata dal marito il 13 febbraio;

Larisa Elena, strangolata e fatta a pezzi dal fratellastro il 13 febbraio;

Mirela Balan, sgozzata e fatta a pezzi dal figlio il 13 febbraio;

Marinella Pellegrini, uccisa a coltellate dal marito il 2 febbraio;

Luana Finocchiaro, strangolata dal compagno il 1 febbraio;

Anna Giordanelli, uccisa dal cognato il 27 gennaio;

Nerina Zennaro Molinari, uccisa con il battitappeto il 22 gennaio;

Patrizia Alvigini, strangolata dal figlio il 22 gennaio;

Isabella Noventa, uccisa dall’ex fidanzato il 15 gennaio;

Gloria Rosboch, uccisa da un suo ex allievo ed un complice il 13 gennaio;

Nelly Pagnussat, uccisa e fatta a pezzi con una motosega da un vicino il 12 gennaio;

Nadia Guessons, strangolata dal marito l’11 gennaio;

Ashley Olsen, strangolata da un uomo conosciuto occasionalmente il 9 gennaio;

Bonaria Sanna, uccisa dal nipote l’8 gennaio;

Katia Havrylyuk, uccisa a coltellate dal padre l’8 gennaio;

Marina Havrylyuk, uccisa a colpi d’ascia dal marito l’8 gennaio;

Gemma Majerotto, strangolata dal figlio il 4 gennaio.

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