Sfogliando: ” A RAGGIONERIJE CE VANNE QUILLE CHE DÁNNE I NNUMERE “


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“A RAGGIONERIJE CE VANNE QUILLE CHE DÁNNE I NNUMERE”

Istituto Vittorio Emanuele III LuceraTraduzione: ( Alla Ragioneria ci vanno quelli che danno i numeri)

Significato:  “Era l’appellativo con cui erano indicati gli alunni che frquentavano l’Istituto Vittorio Emanuele III di Lucera”

Curiosità:  “ A metà del viale Lastaria, in prossimità della villa comunale, è ubicato l’istituto “Vittorio Emanuele III”, che una volta era chiamato semplicemente la Ragioneria. Un istituto che ha una lunga storia. Nel 1923, per scelte governative, la città subì un trauma a seguito del trasferimento del Regio tribunale da Lucera a Foggia. Un’antica istituzione che andava via era non solo un duro colpo al prestigio della città ma anche alla sua importanza di centro culturale. L’esigenza di un “risarcimento” per l’umiliazione subita a causa del trasferimento del tribunale (che ritornerà a Lucera nel 1936 e sarà chiuso definitivamente nel 2014) e il bisogno avvertito dalla “classe dirigente del tempo” di affiancare all’educazione classica anche un’educazione tecnica, affinché Lucera potesse continuare a essere polo di attrazione scolastica per l’intera provincia e la Puglia, spinse le autorità locali a chiedere alle autorità centrali e governative l’istituzione di una scuola tecnica per costituire un nuovo pilastro del sistema dell’istruzione insieme a quello famoso del liceo ginnasio. La scuola, con il nome di “Vittorio Emanuele III”, fu istituita nel lontano 16 ottobre 1924 con un Regio decreto che definiva “l’ordinamento di un Istituto Tecnico con sezioni di ragioneria e commercio”. La prima ubicazione della scuola fu quella dei locali occupati in precedenza dal tribunale. Dopo, a seguito del ritorno nel Palazzo di giustizia del tribunale (non più provinciale ma con giurisdizione sui comuni di Lucera, del subappennino dauno e del nord Gargano), la scuola occupò i locali del secondo piano del palazzo De Troia, in piazza Nocelli. Nel secondo dopoguerra, in particolar modo dai primi anni ‘60, per effetto della scolarizzazione di massa, questi locali non erano più idonei a garantire il corretto svolgimento delle lezioni sia per l’insufficienza delle aule sia per le condizioni igieniche e di luminosità. Pertanto, l’amministrazione comunale e quella provinciale approvarono il progetto per la costruzione di una nuova sede in viale Lastaria. Nel gennaio del 1966 fu consegnato all’istituto il primo lotto del progetto e in questi locali si trasferirono la presidenza, gli uffici e tutte le classi del commerciale, mentre le classi del geometra restarono nella sede di Piazza Nocelli. Qualche anno più tardi, con il completamento dei lavori e del progetto, tutte le classi, anche quelle del geometra, trovarono posto nella sede di viale Lastaria. Oggi, dopo la riforma legislativa delle scuole superiori, la scuola non è più un Istituto Tecnico Commerciale e per Geometra (ITCG) ma è diventato un Istituto Tecnico Economico e Tecnologico (ITCG). Nonostante porti un nome vecchio, di un imbarazzante re d’Italia, e soprattutto superato, dopo che il popolo italiano con il referendum popolare del giugno 1946 ha scelto di essere una repubblica abolendo l’istituto della monarchia, la scuola è un istituto “moderno e funzionale”. E’ «dotato di numerosi ed efficienti laboratori e di una biblioteca multimediale collegata in rete con altre scuole. Al passo con i tempi e con l’Europa». In oltre novanta anni molti professori hanno dato il loro contributo al buon nome della scuola. Alcuni famosi, come il professore onorevole Aldo Moro e il professore Paolo Emilio Cassandro, uno dei più grandi studiosi di ragioneria e in tempi più recenti, altri meno famosi ma altrettanto validi Si può ben dire che dal 1924 la scuola, la quale ha formato generazioni di studenti, ha svolto bene la sua funzione ed è ancora oggi un valido punto di riferimento per l’istruzione di giovani lucerini e della provincia.”


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

Commenta la notizia

commenti

Tags

Lascia un commento