Sfogliando: “FRANGE O SPAGNE BBASTE CHE SE MAGNE ”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

Lucera ripresa aerea“ FRANGE O SPAGNE BBASTE CHE SE MAGNE”

Traduzione: “Francia o Spagna basta che si mangi”

Significato:  “Spesso si è costretti a sacrificare ideali per un tornaconto”

Curiosità:  Durante il Cinquecento, la parte meridionale dell’Italia, contesa da Francia e Spagna e ridotta a terra di conquista, subì una generalizzata decadenza. Quella che era l’aristocrazia feudale, incapace di guardare oltre il proprio naso, non fece altro che appoggiarsi ora all’uno o all’altro contendente pur di salvare i propri privilegi. La contesa terminò con la vittoria della Spagna, il cui dominio sull’intero Sud, fatto di scelte antieconomiche e di aggravi fiscali, finì per peggiorare la crisi strutturale della società del tempo che già scontava un ritardo nello sviluppo economico proprio per effetto della lunga guerra e delle relative devastazioni di città e territori. Un’insostenibile situazione di povertà favorì la formazione di bande di briganti, simboli di una protesta sociale generata dalla miseria, formate, perlopiù, da pastori e contadini ridotti alla fame. Tra queste bande ebbe un ruolo importante quella del brigante abruzzese Marco Sciarra, che riuscì a porsi alla testa di un esercito composto di un migliaio di uomini, presente nelle campagne laziali, napoletane e pugliesi. Inizialmente ottenne l’appoggio della società rurale, essendo considerato una sorta di Robin Hood, poiché assumeva il ruolo di vendicatore della popolazione angariata dall’avidità dei governanti, dalla tassazione e dalle carestie. In seguito fu considerato anch’egli un vessatore, rendendosi responsabile di innumerevoli violenze e misfatti. La banda di Sciarra ebbe una presenza nella storia lucerina del tempo perché si rese protagonista di un episodio, divenuto famoso come “il sacco di LUCERA”. Nel maggio del 1592, il giorno dell’Ascensione, la sua banda, braccata dalle truppe pontificie e spagnole, sfuggì in Puglia e raggiunse Lucera, stabilendosi all’interno del Castello. Da lì cominciò a vessare Lucera, compiendo rapine e saccheggi nelle chiese e nei palazzi dell’aristocrazia locale, non disdegnando violenze sulla popolazione. In una di queste incursioni fu ucciso il Vescovo Scipione Bozzuto, che barricatisi dentro la Cattedrale, ebbe la sciagurata idea di affacciarsi dal campanile per rendersi personalmente conto della situazione, quando fu raggiunto da un colpo d’archibugio, sparato da un brigante. La leggenda vuole che il vescovo, prima di morire, facesse murare nella sacrestia tutti gli oggetti di culto più preziosi della Cattedrale; un segreto che portò con sé nella tomba. Di quel periodo oscuro è arrivata fino ai nostri giorni la locuzione ”FRANGE O SPAGNE BBASTE CHE SE MAGNE “, che ha finito per contraddistinguere sia i comportamenti più individualistici ed egoistici sia la rassegnazione di un popolo nel corso dei secoli.


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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