Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: ” FFÀ ‘A SCARPÈTTE NDO PIÁTTE “


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

”  FFÀ ‘A SCARPÈTTE NDO PIÁTTE “

piatto_scarpettaTraduzione: (Fare la scarpetta nel piatto).

Significato: “Dopo aver mangiato i maccheroni, raccogliere con un pezzo di pane il sugo rimasto nel piatto”.

Curiosità: “L’ultima forchettata di trucchjele o cecatille è andata; a questo punto inizia il rito de ‘a scarpètte, forse il momento migliore del pasto. Si tratta una piacevole abitudine tipica del Sud ma che si è estesa nel resto del Paese. La scarpetta si effettua utilizzando fette di pane di un qualche spessore, meglio se tagliate da ‘a sckanate, che servono per raccogliere il sugo rimasto nel piatto, dopo aver mangiato la pastasciutta. Le origini del termine non sono certe. Una prima ipotesi fa riferimento alla scarpa alla quale, strisciando per terra, si attacca tutto ciò che trova sul suo cammino, come si fa con il boccone di pane quando raccoglie il sugo. Una seconda lettura fa riferimento alla parola scarsèzze che nel nostro dialetto indica povertà, mancanza, carenza: perciò fare la scarpetta era un modo per godere di tutto il cibo, poiché non si sapeva se il giorno dopo c’era da mangiare. Un’altra interpretazione sostiene che la scarpetta ricorda un tipo di pasta alimentare di forma concava, adatta a favorire la raccolta del sugo residuo nel piatto, allora molto diffusa. Bagnare il pane nel sugo che bolle in pentola, mentre lo si prepara, è anch’essa un’abitudine, ma non è il rito della scarpetta. Questa cattiva abitudine sistematicamente provocava la reazione rabbiosa delle mamme che, solitamente, si armavano di mestolo per colpire sulle mani il malcapitato. Il gesto della scarpetta viene ritenuto poco elegante e anche poco educato dal “bon ton”, ma per noi lucerini questa regola non ha molta importanza, perché fare la scarpetta è una delle piccole gioie della vita”.

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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