Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “VACE MENANNE U BBÁNNE…”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” VACE MENANNE U BBÁNNE”

banditore-560x350Traduzione: (Diffondere il bando).

Significato: “Divulgare una cosa ai quattro venti, farla sapere a tutti ”.

Curiosità: “Il termine BBÁNNE, dal latino medievale bandum o bannum, stava a indicare l’annunzio pubblico che in altri tempi era gridato da U BBANNETÓRE, il quale divulgava per le vie di Lucera e di ogni città, annunci di qualsiasi tipo, pubblici e privati. L’annuncio poteva riguardare una comunicazione dell’autorità, come ad esempio: U SINECHE FÁCE SAPÈ …”; iniziative particolari prese dalle autorità cittadine politiche e religiose,  come ad esempio: A MEZZEJÚRNE’ SE LÉVE L’ACQUE, …. STASÈRE ACCUMÈNZE U TRIDUUE DE SANDA MARÍJE PE L’ACQUE CHE NEN CHJÓVE,  o, addirittura, SE PPÈRZE NU CRIJATÚRE, CHI L’AVÈSSE TRUUÀ U PURTASSE O’ FFICIJE ‘I GUARDEIJE; una comunicazione commerciale,  come ad esempio: U CANDENÍRE XXX À À MMÌSSE MANE A’ VOTTE DE VÍNE NÚVE, …. SE VÈNNE CÁRNE A BBASSA MACÈLLE; l’inaugurazione di un negozio, il programma di una festività, la visita di una persona importante, ecc. Il banditore,  utilizzando solo il linguaggio dialettale, perché il comunicato potesse essere compreso da tutti, accompagnato dal cupo battito della grancassa o dal rullare del tamburo o anche dallo squillo di una trombetta, girava per le strade cittadine fermandosi nelle vie e piazzette più abitate in modo che il suo messaggio potesse essere sentito dal maggiore  numero di persone. Il messaggio era comunicato, con la voce che modulava toni alti e bassi, utilizzando spesso un megafono costituito da un imbuto di rame. Il più famoso dei banditori lucerini fu FIASCHILLE, intorno al quale si radunava una frotta di ragazzi che riuscivano spesso a farlo arrabbiare perché le sue parole erano coperte dal loro assordante vocio. In una società analfabeta e povera, quando non c’erano la radio, la televisione e altri strumenti per comunicare e fare pubblicità, la figura del BBANNETÓRE era fondamentale. Con l’istruzione di massa e la diffusione dei mezzi di comunicazione moderna, la figura del banditore è andata in pensione.. ”

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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