I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“FÀ U CURRÉDE”

corredoTraduzione: ( Preparare il corredo)

Significato:  “Il corredo, oltre ad essere un obbligo per la sposa, era l’elemento fondamentale per presentarsi bene ai nuovi parenti

Curiosità:  Il corredo, non averlo era per una donna lucerina una vera e propria tragedia, un ostacolo nel trovare un marito. In ogni famiglia lucerina, indipendentemente dall’estrazione sociale, per ogni figlia femmina si cominciava la preparazione del corredo, “fa ‘ u curréde”, con anni e anni di lavoro e di sacrifici, fin da quando queste erano bambine, conservandolo nella “ cassce d’a bbiangaríje”. In epoche più vicine ai nostri giorni buona parte del corredo era acquistato dai cosiddetti “viaggiatori” che proponevano un vasto assortimento di pezzi a prezzi convenienti. Ovviamente esso era proporzionato ai mezzi economici della famiglia della sposa, e la possibilità di spendere influiva, ovviamente sulla consistenza e sulla ricchezza dei tessuti :”curréde a séje, a otte, ddùdece, a vindiquátte”. Nelle famiglie più ricche il corredo era composto da 12 coperte, 24 lenzuola di sotto, 24 lenzuola di sopra di puro lino ricamati a mano, 24 semplici, 36 coppie di federe, 12 asciugamani di tela più 6 per gli ospiti, 12 tovaglie d’organza più 6 per tutti i giorni e così via. Circa dieci giorni prima del matrimonio si procedeva all’esposizione in bella mostra di tutta “ ‘a rrobbe d’a spose”: la madre della sposa, dopo aver sistemato tutto il corredo su tavoli o mobili o anche creando piani d’appoggio con degli assi su due sedie, invitava vicini, parenti ed amici per far vedere il corredo. L’esposizione era l’occasione per ostentare da parte della famiglia della sposa le proprie possibilità economiche e lo status sociale all’interno della società lucerina. Quindi il corredo veniva trasportato nella futura casa degli sposi e questa giornata si concludeva con la preparazione del letto della sposa. Oggi è rimasta solo in parte la tradizione di famiglia di far dono ai futuri sposi di lenzuola, asciugamani e tovaglie, molto più pratiche di quelle di una volta oppure facenti quasi sempre parte del corredo della mamma, preferendo piuttosto aiutare i ragazzi nelle spese dei sontuosi matrimoni attali e nell’acquisto eventuale della nuova casa.


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

Commenta la notizia

commenti

Tags

Lascia un commento