Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “NZI BBÙNE P’U RRÈ E MÁNGHE PE MMÈ”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” NZI BBÙNE P’U RRÈ E MÁNGHE PE MMÈ “

Lucera, Caserma Militare

Lucera, Caserma Militare. Foto di Ascanio Iliceto

Traduzione: (Non sei abile per il Re, ovvero per il servizio militare, non sei abile neanche per me).

Significato: “Chi non é valido per la leva, non è valido neppure come maschio. Era questa la spietata risposta delle ragazze a chi, essendo risultato non idoneo per il servizio “di leva, chiedeva loro di fidanzarsi, insinuando seri dubbi sulla virilità”

Curiosità: “Fino a non tanti anni fa i ragazzi, compiuti i ventanni, erano chiamati a compiere il dovere del servizio militare. Si poteva partire per soldato dopo i 20 anni solo se il ragazzo era impegnato negli studi. Comunque occorreva partire appena raggiunti i ventisei anni. Sul finire del secolo il servizio militare poteva essere svolto come servizio civile. Da qualche anno non c’è più l’obbligo della leva. I ragazzi, cartolina alla mano, andavano al distretto militare di Foggia, dove erano sottoposti, prima ad una visita medica, poi ad colloquio attitudinale, per essere ritenuti validi o meno a svolgere il servizio. Succedeva che alcuni, per motivi legati alla salute o a qualche handicap fisico, erano “scartati “. Il servizio militare era un periodo di tempo, come gli anni delle scuole superiori, che si sarebbe ricordato per tutta la vita; e il tempo di leva, lontani da casa, era considerato dai genitori (sicuramente dai padri) un modo per imparare a gestirsi, una finestra sulla vita fuori casa. Essere “riformati” era motivo di vergogna e causa di non pochi problemi con l’altro sesso perché le ragazze che volevano sposarsi pretendevano un matrimonio, in cui i soldi e le proprietà erano importanti ,ma era indispensabile anche un marito in buona salute. Ora, problemi del genere non ce ne sono più. L’abolizione del servizio militare obbligatorio (o meglio la sospensione a tempo indeterminato) è avvenuta definitivamente a partire dal 1 luglio 2005.”

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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