Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “STÁNNE A SUNÀ I CAMBÁNE D’ A CCHJÍSA GRÁNNE “


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” STÁNNE A SUNÀ I CAMBÁNE D’ A CCHJÍSA GRÁNNE “

sfogliando_2_11_2018Traduzione: (tanno suonando le campane della Cattedrale).

Significato: “Occorre fare attenzione a quello che ci viene segnalato”.

Curiosità: “ La Cattedrale di Lucera, costruita sulla moschea saracena, è una delle maggiori creazioni della dominazione angioina. La torre campanaria, attaccata alla cattedrale, ha nove campane i cui rintocchi hanno regolato per secoli le giornate dei cittadini. Al mattino esse suonavano per la celebrazione della messa tre volte: i primi due rintocchi, che avevano un suono uguale, avvisavano i fedeli che la celebrazione ci sarebbe stata a breve; il terzo, che dava un suono diverso, avvisava i fedeli che la messa stava per iniziare. A mezzogiorno il suono delle campane dava l’ora e invitava i lucerini a interrompere il lavoro per andare a mangiare e al tramonto (le ventiquattrore) annunciava la funzione dell’Ave Maria. Esse suonavano in altre ricorrenze: il sabato per “jì a’duttríne”; nei giorni dei tridui e delle novene per le apposite celebrazioni e nei giorni festivi suonavano tre volte per ogni messa e tre volte per il vespro. Nelle ricorrenze con le processioni, come ‘A Fèste d’Auste”, suonavano a distesa per tutta la durata della processione. Le campane, inoltre, suonavano a morto, quando, dopo la celebrazione della cerimonia funebre, la salma del defunto era accompagnata al cimitero.

Le campane, sono state forgiate in epoche diverse; alcune di esse hanno nomi propri:
• Vigilia, fusa con il metallo raccolto presso il Castello, utilizzata per annunciare i riti sacri;
• Curato, così chiamata perché serviva per avvertire il Curato della necessità della sua presenza; • Argentina, fusa nel 1560;
• Campanone, così chiamata perché è la più pesante. È suonata per annunciare l’inizio della Quaresima e l’uscita delle processioni del Corpus Domini e di Santa Maria Patrona;
• Mezzana, fusa nel 1895;
• Picchiosa, così chiamata per il suono lamentoso;
• Addolorata, utilizzata per i funerali e fusa nel 1933.
• Infine ci sono due altre campane, fuse nel 1902, che non hanno un nome specifico. Esse sono dedicate una a S. Maria Patrona e l’altra a San Rocco.”

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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