Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “A MÁMME, È JETTÀ U SÁNGHE A STUDIJÀ SÓP’ I LIBBRE, PECCHÈ TÈ PEGGHJÀ NU PIZZE DE CÁRTE! “


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” A MÁMME, È JETTÀ U SÁNGHE A STUDIJÀ SÓP’ I LIBBRE, PECCHÈ TÈ PEGGHJÀ NU PIZZE DE CÁRTE! “

studenteTraduzione: (Devi buttare il sangue a studiare sui libri, perché devi prenderti un pezzo di carta (diploma).)

Significato:  “Per i genitori, era importante che i figli si diplomassero o si laureassero affinché potessero realizzarsi nella vita. ”

Curiosità:  “Alla metà del secolo scorso, la realtà meridionale e, quindi, anche quella lucerina, era caratterizzata da una forte mancanza di lavoro nelle campagne, nei cantieri edili e nelle officine. Dalla fine degli anni ’50 e inizi anni ’60, però, si aprivano nuove opportunità di lavoro negli uffici ove si poteva accedere con il diploma o la laurea. Per questo motivo tanti genitori in quegli anni fecero enormi sacrifici affinché i figli potessero studiare e conseguire un titolo di studio (se luuávene u páne da ‘mmocche!). Il titolo di studio, che, nel passato, era un segno distintivo di classe, nel dopoguerra, con la scuola di massa, era diventato il documento che permetteva, tramite concorso pubblico, di essere assunti dallo Stato e dagli Enti pubblici. A Lucera, gli istituti d’istruzione pubblica, erano: due scuole elementari, una scuola media, una scuola di avviamento professionale e tre scuole superiori. Le scuole elementari, gratuite e obbligatorie, avevano la sede in Piazza Matteotti (scuola EdoardoTommasone), e in Piazza di Vagno (scuola Lombardo Radice). C’erano, inoltre, tre scuole elementari parificate, a pagamento presso i Padri Giuseppini, le suore di San Leonardo e di Sant’Anna. Chi conseguiva la licenza elementare, poteva continuare gli studi scegliendo il relativo percorso. O frequentare la scuola Media Alessandro Manzoni, ubicata presso la struttura dell’ex GIL, in Villa comunale. Per poterla frequentare, però, bisognava superare un apposito esame di ammissione. La Scuola Media aveva lo scopo di preparare agli studi superiori sulla base di una impostazione umanistica; lo studio del latino era obbligatorio. O frequentare la scuola di Avviamento professionale, ubicata nei locali a piano terra alle spalle del Tribunale, che dava una preparazione tecnica e avviava direttamente al lavoro. Essa, pertanto, era ritenuta la scelta principale dei ceti popolari. La Scuola di avviamento cessò di essere nel 1962, quando fu approvata la riforma che introdusse nell’ordinamento scolastico la scuola media unica e obbligatoria. Dopo tre anni, conseguita la licenza media, sulla base delle disponibilità economiche della famiglia si decideva se proseguire e, in tal caso, si sceglieva la scuola media superiore da frequentare. Fermarsi o procedere, scegliere questa o quella scuola superiore era dovuto principalmente alle condizioni economiche della famiglia. Anche qui, avveniva una selezione determinata, non dalle capacità e dal merito degli studenti, ma dalle condizioni del reddito familiare. La scuola superiore per eccellenza era il Liceo Classico Ruggero Bonghi, ubicato presso il Convitto Nazionale in Via IV Novembre, poi trasferitosi nella nuova struttura di Viale della Ferrovia. C’era, inoltre, l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri, (ITGC), che ha avuto tre sedi: la prima in Piazza San Francesco, presso il Tribunale di Lucera, la seconda in Piazza Nocelli, presso il “Palazzo De Troia”, la terza e attuale sede in Viale Dante. Infine, l’Istituto Magistrale Antonio Rosmini, con prima sede in Via Luigi Zuppetta, un antico palazzo di stile spagnolo abbattuto per far posto a un moderno palazzo che poco c’entra con la struttura del comparto, e poi trasferitosi in Via Ettore Cavalli. Negli anni successivi sono state istituite altre scuole di vario grado e indirizzo.

Per concludere, ecco gli appellativi con cui erano indicati gli alunni delle varie scuole.

Scuola Media = I Zucagnostre;
Scuola professionale (avviamento) = I Cciaccafírre;
Liceo Classico = I Sgubbùne;
Magistrale = I Majéstre;
Ragioneria = Quille che dánne i nnumere – I Raggiuníre.


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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