VII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C | commento al Vangelo Domenicale di Don Arturo Di Sabato


don-arturo-di-sabato-1Rubrica – “A contatto con il Vangelo – a cura di Don Arturo Di Sabato Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga – Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes).
Commenti e riflessioni sul Vangelo Domenicale.

Il seme della Vita | VII Domenica del Tempo Ordinario- Anno C
24 Febbraio 2019 – Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

“AMARE, FARE, BENEDIRE, PREGARE” (Lc 6,27-28).

Amici,
dopo le beatitudini, Gesù proclama un discorso dal tono più forte e diverso e lo indirizza proprio ai suoi discepoli: «a voi che ascoltate» (v.27), pronunciando il primo dei suoi “amate”. Amare i propri nemici, invitando a non odiarsi e ad eliminare il concetto del nemico, grazie agli otto gradini dell’amore, e l’incalzare di quattro verbi concreti: amare, fare, benedire, pregare.
Pertanto, la richiesta di Gesù, di “amare i propri nemici”, non dobbiamo intenderla, come qualcosa di irreale. Tutti ci chiediamo: è possibile per noi umani amare chi ci odia, chi ci calunnia, perdonare una persona tanto cara e fidata che ci ha traditi? Offri l’altra guancia, (lo diciamo anche per scherzo) abbassa le difese, sii  disarmato, non incutere paura, hai solo Dio, non hai nulla da difendere, altrimenti vincerà sempre il nemico! «A chi ti strappa la veste non rifiutare neanche la tunica»(v.29), tuona Gesù, proprio come Lui, nel pretorio, sul Golgota dove i soldati si son divise le vesti e sulla sua tunica hanno gettato la sorte. Nel nostro vivere quotidiano non è facile relazionarci con chi ci rende la vita difficile, ma dobbiamo guardare quella Croce senza ripagare il male ricevuto cadendo in tentazione. Come? “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati”, (vv37-38), perché nessuno può prendere il posto di Dio quale giudice delle azioni umane e di quanti ne sono responsabili. Siamo Cristiani:lasciamoci guidare da Dio, riponiamoci nelle sue braccia bisognosi della sua misericordia: il suo vero volto!

Chiediamoci
1. Quale parte del testo ci è piaciuta di più o ci ha colpito di più?
2. Perché Gesù fa questo discorso?
3.  Siamo Cristiani:riusciamo a perdonare e dimenticare le offese ricevute?

Buona domenica
Vostro don Arturo

 

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Vicario Parrocchiale, Santa Maria della Spiga - Lucera e Assistente Spirituale Sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes)

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