Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “DOPPE CHE À CUMBENATE ‘NU NGUACCHJE…”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“DOPPE CHE À CUMBENATE ‘NU NGUACCHJE, MÒ PE ‘NA FESSARÍJE TÉNE ‘U SCRUPULE D’U RECUTTARE”

sfogliandoTraduzione: Dopo il casino che ha combinato, adesso per una sciocchezza è oppresso dallo scrupolo del ricottaio.

Significato: Pentirsi per delle sciocchezze e non per fatti gravi.

Curiosità: La locuzione prende origine da un aneddoto che ha come protagonista un casaro, che andò a confessarsi, piuttosto avvilito, durante il periodo di astinenza pasquale. Successe che mentre preparava la ricotta uno schizzo della stessa, gli era finito in bocca. Il padre confessore lo confortò dicendogli che quello sicuramente non era un peccato grave, ma prima di dargli l’assoluzione gli chiese se avesse da confessargli dell’altro. A questo punto il casaro gli elencò una serie di fatti che erano gravissimi peccati. Fu a quel punto che il sacerdote inorridito sbottò incavolato: “Tenevi tutto questo in corpo ed hai avuto scrupolo per un pò di ricotta ?”

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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Redazione Lucera.it

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