Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “MÒ CA VÉNE SANDAJUSTE FACÍME I CÚNDE”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” MÒ CA VÉNE  SANDAJUSTE FACÍME I CÚNDE “

sanatiusta

Traduzione: Quando arriva Santaiusta facciamo i conti.

Significato: Quando ritorna tuo padre per te saranno guai.

Curiosità: Il modo di dire prende origine da un personaggio leggendario che sarebbe vissuto a Lucera ai tempi dei Saraceni. Per la precisione si tratta del Marchese Fedrigo di Montecorvino, probabilmente di origine normanna, che aveva giurato fedeltà agli Svevi. Dopo la caduta di questi ultimi, si rifugiò nei boschi che circondavano Lucera, insieme a un gruppo di Saraceni, diventando una specie di Robin Hood locale, operando in difesa dei deboli e di tutti quelli che erano vessati dagli Angioini. Egli era solito nascondersi in un bosco dell’agro di Lucera ove si trovava una grande quercia, chiamata appunto “Sandajusta”, un esemplare di roverella che è vissuta per oltre nove secoli, restando in vita fino a qualche anno fa. La leggenda, tramandata oralmente, è stata ripresa da Alfredo Pitta nel suo romanzo “Santajuste”, un libro che è piacevole leggere.

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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