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Foggia, 11 ottobre 2026 – Il Movimento Europeo Diversamente Abili (M.E.D.A.) Puglia, attraverso la responsabile regionale, avv. Miriam Ventura, rilancia l’appello di un padre della provincia di Foggia che denuncia le difficoltà incontrate dalla propria famiglia nell’accesso alla Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC), prescritta al figlio in seguito a una visita di neuropsichiatria infantile presso una struttura pubblica.
Secondo quanto riferito dal movimento, la famiglia, dopo essersi rivolta alla propria ASL territoriale, non avrebbe trovato la possibilità di accedere al trattamento attraverso il Servizio Sanitario Regionale, con la conseguente necessità di ricorrere a prestazioni private dai costi ritenuti insostenibili.
Una situazione che, secondo il M.E.D.A. Puglia, solleva interrogativi sull’uniformità dell’accesso alle cure e sulla possibilità per i bambini e le loro famiglie di ottenere trattamenti prescritti in ambito sanitario pubblico, indipendentemente dalla regione di residenza.
Per questo, il movimento rivolge una serie di richieste alle istituzioni nazionali e regionali. Al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della Salute chiede un intervento affinché venga valutato l’inserimento della TCC in età evolutiva nei livelli essenziali di assistenza (LEA), con l’obiettivo di garantire criteri di accesso uniformi sul territorio nazionale e pari opportunità di cura per i bambini.
Al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al direttore generale della ASL Foggia, il M.E.D.A. chiede l’apertura di un tavolo tecnico per valutare il fabbisogno assistenziale e individuare le modalità per assicurare l’accesso al trattamento ai minori che ne abbiano necessità.
Il movimento sollecita inoltre il coinvolgimento del Prefetto di Foggia e del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, affinché siano approfondite le criticità segnalate sotto il profilo della tutela dei diritti e dell’equità assistenziale.
«Non chiediamo un privilegio, ma il rispetto di una prescrizione medica emessa da medici dello Stato all’interno di una struttura pubblica. Un bambino pugliese deve poter avere le stesse opportunità di cura di un bambino residente in qualsiasi altra regione. La salute non può dipendere dal CAP», dichiara l’avv. Miriam Ventura.
Il M.E.D.A. Puglia conferma infine la propria disponibilità a sostenere la famiglia sul piano legale e istituzionale e a mettere a disposizione, nelle forme opportune e nel rispetto della riservatezza, la documentazione necessaria a rappresentare la vicenda.


