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FOGGIA / AREZZO – Un preziosissimo rilievo marmoreo trecentesco raffigurante San Francesco e un profeta, a lungo rimasto dimenticato nel sottoscala del convento dei Cappuccini della chiesa di Sant’Anna a Foggia, è oggi tra i protagonisti della prestigiosa mostra internazionale “L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento”, allestita presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo.
L’eccezionale vicenda del manufatto trae origine dall’intuizione dello storico locale Tommaso Palermo, che individua e riporta all’attenzione il rilievo. Successivamente, grazie alle intuizioni di Alessandro De Troia, l’opera viene precocemente accostata alla cerchia della bottega del celebre scultore senese Tino di Camaino. La svolta decisiva arriva con la conferma critica della prof.ssa Maria Stella Calò Mariani, autorevole figura della medievistica italiana.
Il percorso scientifico e di valorizzazione dell’opera culmina con l’interesse e l’approfondito studio dello storico dell’arte Mario Cobuzzi. Cobuzzi ha ricollocato criticamente il pezzo nel catalogo di Tino di Camaino, ipotizzando che la lastra foggiana facesse parte di un imponente pentittico o polittico marmoreo eseguito dall’artista senese negli anni del suo soggiorno napoletano e angioino per un importante contesto francescano dell’epoca. Grazie a questa riscoperta e al suo rilievo critico, l’opera è stata trasferita per motivi di sicurezza nella chiesa dell’Immacolata a Foggia e successivamente richiesta in prestito per la mostra di Arezzo, affiancata ai grandi capolavori dell’arte italiana.
I dettagli dell’eccezionale ritrovamento e le relative analisi storico-artistiche sono stati presentati e poi pubblicati da Tommaso Palermo all’interno degli Atti del 43° Convegno Nazionale sulla Preistoria – Protostoria – Storia della Daunia (San Severo, 17-18 novembre 2022, pubblicati nel 2023).
Il valore della ricerca locale e il riscatto del patrimonio foggiano
Questa vicenda pone in risalto l’inestimabile valore degli storici e ricercatori locali. Senza il loro rigoroso lavoro sul campo e la costante passione per la tutela della memoria territoriale, un capolavoro di fattura trecentesca sarebbe rimasto confinato nell’oblio e nell’abbandono di un sottoscala.
La presenza del San Francesco foggiano ad Arezzo dimostra come Foggia e la Capitanata possiedano testimonianze artistiche di livello e prestigio internazionale, capaci di dialogare da protagoniste con i grandi centri della cultura figurativa italiana.
Tommaso Palermo è un docente, ricercatore e studioso di storia locale. Ha compiuto il suo percorso di formazione e studi presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dove ha affinato le competenze metodologiche e storiografiche che applica costantemente alla ricerca d’archivio e alla tutela del patrimonio artistico e documentario della Capitanata. Autore di saggi e approfondimenti incentrati sulle vicende storiche, urbanistiche e monumentali del territorio — con particolare attenzione alle dinamiche cittadine e ai momenti cruciali della storia foggiana — unisce alla passione didattica un intenso impegno di indagine sul campo. Con la pubblicazione e la segnalazione del rilievo di Tino di Camaino, Palermo conferma il proprio ruolo di prezioso custode e riscopritore delle radici culturali e artistiche della comunità foggiana.
Per ulteriori informazioni sulla mostra di Arezzo:
Website: Fondazione Guido d’Arezzo – L’immagine di Francesco


