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Sedici partecipanti, cinque turni di gioco e una serata all’insegna degli scacchi, della convivialità e della condivisione. Si è svolta con una significativa partecipazione la seconda edizione di “Open Air Scacchierando sotto le stelle”, torneo amatoriale riservato ai soci del Circolo Unione di Lucera.
La manifestazione è stata organizzata e diretta da Tommaso Notarstefano e si è disputata con la formula del semilampo, articolata in cinque turni.
A conquistare il primo posto è stato Ottaviano Luca, protagonista di una brillante prestazione. Per le categorie giovanili, invece, il primo posto Under 18 è andato a Figliola Armando, mentre nella categoria Under 11 si è imposto Giaron Enea.
Il presidente del Circolo Unione ha voluto inoltre premiare tutti i partecipanti, sottolineando così lo spirito amatoriale e aggregativo dell’iniziativa.
Una menzione particolare è stata riservata al più piccolo dei partecipanti, Alessandro, che ha ricevuto un premio speciale per la passione e l’impegno dimostrati durante il torneo.
Uno dei momenti più significativi della serata si è vissuto durante la premiazione, con la lettura di un testo dell’insegnante Rosaria Gasparro dedicato al tema della sconfitta nelle competizioni e al suo valore pedagogico.
Il testo, letto dalla dottoressa Anna Lisa Molfetta, ha offerto ai presenti una riflessione che ha superato i confini della competizione sportiva, toccando il rapporto con il successo, con l’insuccesso e con gli altri.
Un messaggio rivolto tanto ai più giovani quanto agli adulti, particolarmente significativo in una disciplina come gli scacchi, dove vittoria e sconfitta fanno parte naturalmente del percorso di ogni giocatore.
“L’elogio della sconfitta”
Di seguito il testo di Rosaria Gasparro, “L’elogio della sconfitta”, proposto durante la serata:
«Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta, alla sua gestione, all’umanità che ne scaturisce; a costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati; a non divenire uno sgomitatore sociale; a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare.
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
È un esercizio che mi riesce bene e mi riconcilia con il mio sacro poco.
Sono una persona che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so!
E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…»
“Gens una sumus”: gli scacchi diventano incontro
Al termine del torneo, il giardino del Circolo Unione, illuminato dal cielo stellato, ha fatto da cornice al “Quiet Party”, un momento di convivialità che ha coinvolto giocatori, familiari e amici.
Un’occasione per stare insieme, conoscersi e condividere una serata nella quale la competizione ha lasciato spazio alla socialità, nel segno del motto della FIDE, “Gens una sumus”, siamo una sola famiglia.
E l’esperienza non sembra destinata a fermarsi qui. Gli organizzatori sono già al lavoro per il prossimo appuntamento scacchistico al Circolo Unione, che ha già una data da segnare sul calendario: 8 dicembre 2026.
La seconda edizione di “Scacchierando sotto le stelle” si è così conclusa unendo sport, cultura, educazione e socialità, dimostrando come una scacchiera possa diventare anche un luogo di incontro e, soprattutto, un’occasione per imparare che non è soltanto la vittoria a dare valore a una partita.
















