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3 Dicembre 2022
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Prove generali di Ryder Cup a Roma con il 79imo Open d’Italia: presente anche Lucera.it

Robert MacIntyre (Foto Capretti)
realizzazione siti web Lucera

Nel fine settimana dal 15 al 18 settembre, Roma ha ospitato la 79ima edizione dell’Open d’Italia di Golf. Oltre ad aver rappresentato, di fatto, la vera prima edizione post-pandemica, con conseguente affluenza imponente di pubblico, essa si è tenuta sul percorso del Marco Simone Golf & Country Club il quale, l’anno prossimo, in questo stesso periodo, ospiterà la Ryder Cup, evento a periodicità biennale e di portata mondiale, mediaticamente paragonabile, se non ad una finale del mondiale di calcio, sicuramente al SuperBowl o ad una finale NBA.

Pertanto, l’Open appena conclusosi, oltre ad essere stato, di suo, insaporito dalla presenza di nomi importanti, di cui parlerò subito dopo, ha anche rappresentato un significativo test, sul piano tecnico e organizzativo, in prospettiva Ryder.

La redazione sportiva di lucera.it, nella persona dello scrivente, non poteva, di conseguenza, mancare a questo appuntamento per resocontarvi su entrambi gli aspetti.

Il torneo vedeva la presenza in campo, tra gli altri, del n. 2 mondiale, il nordirlandese Rory McIlroy, del recente vincitore dello US Open, l’inglese Matt Fitzpatrick oltre che di altri ex vincitori di tornei dello slam, tra cui il torinese Francesco (Chicco) Molinari.

La competizione è stata intrigantissima, aiutata da un percorso molto esigente sul piano tecnico e da un terzo giro (sabato) in condizioni insolitamente ventose. Nei primi tre giri, sia McIlroy che Fitzpatrick, che partivano da ovvi favoriti, hanno entrambi fatto ripetutamente capolino in testa al leaderboard, insieme al francesce Victor Perez.

Nell’ultimo giro domenicale, lo scozzese Robert MacIntyre ha preso subito un solido vantaggio, per poi appaiarsi con Fitzpatrick, alla fine dei 4 giri, con lo score di -14. Alla prima buca del successivo playoff, con formula sudden death, lo scozzese si è imposto portandosi a casa il più importante successo della sua carriera e i 510 mila euro del premio per il vincitore.

Non in grande spolvero gli italiani di punta: il migliore in classifica è risultato essere Edoardo Molinari (ventisettesimo a -2), mentre il fratello Francesco, dopo aver fatto sperare in una rimonta durante il terzo giro, ha invece chiuso con un deludente -1.

L’unico altro italiano che ha concluso sottopar è stato Guido Migliozzi (sempre a -1). Molto positivi, invece, alcuni giovani carneadi italiani, quattro dei quali sono riusciti a superare il taglio: Filippo Celli, Stefano Mazzoli, Marco Florioli e Flavio Michetti.

Purtroppo il pugliese Francesco Laporta, che sembrava in promettente forma (con un eccellente quarto posto in danimarca appena 15 giorni prima) ha deluso, chiudendo i primi due giri a +9 e mancando abbondantemente il taglio.

Il pubblico, confluito al Marco Simone da tutta Italia, è stato caldo ma educato, ricevendo i complimenti, tra gli altri, di Rory McIlroy (come è possibile leggere su questo articolo sull’Irish Sun).

Successone, quindi, sia sul piano agonistico, sia sul piano della qualità e quantità di pubblico, ma successone anche sul piano prospettico, in vista dell’appuntamento apicale del 2023 con la Ryder Cup, che, ricordiamo, è una competizione a squadre tra gli USA e l’Europa, con 12 giocatori per squadra.

Infatti, le caratteristiche del percorso, difficile ma non irrazionalmente punitivo, lo rendono adattissimo alle competizioni match-play; quest’ultime, sia in versione foursomes/fourballs, sia in versione singoli, esprimono a pieno il fascino della Ryder.

Appuntamento a fine settembre 2023, quando, con l’ausilio del godibile sole romano di inizio autunno, magari scaramanticamente aiutato dall’intonazione di un paio di “Roma nun fa’ la stupida stasera”, lo spettacolo e l’adrenalina saranno assicurati.

Ultim’ora: la settimana immediatamente successiva, all’Open di Francia disputatosi a Parigi dal 22 al 25 settembre, grande ed inaspettata vittoria del vicentino Guido Migliozzi, con una spettacolare rimonta all’ultimo giro.

Credits Foto: Capretti

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