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Compleanno di Gabriel, dopo la denuncia della madre arriva la replica dei genitori: «Nessuna discriminazione»

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Continua a far discutere in città la vicenda legata al compleanno del piccolo Gabriel, il bambino di 7 anni affetto da neurodivergenza la cui madre, nei giorni scorsi, aveva affidato ai social uno sfogo molto duro dopo aver constatato la scarsa adesione dei compagni di classe alla festa organizzata per il figlio.

La storia aveva suscitato un forte dibattito sui temi dell’inclusione, della neurodivergenza e del ruolo educativo delle famiglie, raccogliendo numerosi messaggi di solidarietà nei confronti del bambino e dei suoi genitori.

Nelle ultime ore, però, è arrivata una replica ufficiale da parte di alcuni genitori della classe, che hanno deciso di intervenire pubblicamente per respingere ogni accusa di discriminazione.

Lo sfogo della madre

Secondo quanto denunciato in un pubblico sfogo attraverso il suo profilo Facebook dalla madre di Gabriel, il bambino attendeva da settimane la festa del suo settimo compleanno, prevista per il 25 giugno, desideroso di condividere quel momento con tutti i suoi compagni di classe (qui puoi leggere l’articolo completo).

La donna aveva denunciato che, a fronte di 22 invitati, soltanto cinque avrebbero confermato la propria presenza, interpretando la situazione come una forma di esclusione nei confronti del figlio.

Nel lungo messaggio pubblicato sui social, la madre aveva espresso tutta la propria amarezza, parlando di un episodio che, a suo giudizio, rappresenterebbe un fallimento educativo e sociale.

Parole che hanno rapidamente fatto il giro dei social, generando centinaia di commenti e reazioni.

La replica dei genitori

A seguito della diffusione della vicenda, alcuni genitori della classe hanno diffuso una nota con la quale  respingono ogni ipotesi di discriminazione.

Ecco la nota integrale:

“Con la presente, i genitori interessati dalle vicende mediatiche degli ultimi giorni,  intendono smentire nel modo più fermo e assoluto quanto rappresentato pubblicamente in ordine a presunti comportamenti discriminatori posti in essere dai bambini e, indirettamente, dalle rispettive famiglie, nei confronti di un compagno di classe.
Si rappresenta, innanzitutto, che nessun genitore né alcun bambino ha mai assunto comportamenti discriminatori di alcun genere. Al contrario, nel corso dell’intero anno scolastico, i bambini hanno sempre preso parte con entusiasmo alle diverse attività curricolari ed extracurricolari, condividendo momenti di socialità, integrazione e partecipazione, in un clima sereno e inclusivo che ha caratterizzato la vita della classe. In tale contesto sono presenti anche altri bambini con profili di neurodivergenza, perfettamente integrati nel gruppo, con i quali non si è mai registrato alcun episodio, neppure indiretto, di emarginazione o rifiuto.
Con riferimento, poi, alla vicenda della festa di compleanno, occorre precisare che la madre del bambino, autrice del post diffuso anche a mezzo social e ripreso dagli organi di stampa, aveva pubblicato nella chat delle mamme un sondaggio rimasto attivo per pochissime ore, con il quale veniva formulato un invito per la festa fissata a distanza di circa venti giorni.
È evidente che la mancata risposta immediata di alcuni genitori, ovvero il semplice dubbio sulla partecipazione ad un evento ancora lontano nel tempo, non può in alcun modo essere interpretato quale forma di discriminazione del minore. Ancor meno può ritenersi che, a circa venti giorni dalla data dell’evento, l’assenza di adesioni definitive integri un “boicottaggio silenzioso” o una condotta deliberatamente emarginante, come invece è stato pubblicamente affermato.
Si evidenzia, inoltre, che non tutti i genitori erano a conoscenza della condizione di neurodivergenza del bambino, non essendo mai pervenuta alcuna comunicazione formale o informale da parte della scuola.
Pertanto, si respinge  integralmente ogni ricostruzione volta ad accreditare l’esistenza di atteggiamenti discriminatori, lesivi della dignità dei bambini e delle famiglie coinvolte, riservandosi ogni opportuna iniziativa a tutela della verità dei fatti e della serenità dei minori.
Nel confermare il rispetto dovuto a tutti i bambini e a tutte le famiglie, si auspica un immediato ritorno a quel clima di equilibrio, collaborazione e serenità che ha contraddistinto l’anno scolastico appena trascorso.
Certi di aver chiarito definitivamente la questione, si porgono cordiali saluti.”

Una vicenda che divide e fa riflettere

Al di là delle differenti versioni dei fatti, la vicenda ha acceso un importante confronto cittadino sul significato concreto dell’inclusione, sul rapporto tra famiglie e scuola e sulle difficoltà che spesso accompagnano il percorso dei bambini con bisogni educativi speciali.

L’episodio dimostra quanto il tema sia delicato e quanto possa generare interpretazioni differenti a seconda delle sensibilità e delle esperienze personali.

Le conclusioni

Dopo la pubblicazione dello sfogo della madre di Gabriel, è arrivata dunque la replica di alcuni genitori della classe, che respingono con fermezza ogni accusa di discriminazione e forniscono una diversa ricostruzione dei fatti.

Le posizioni espresse dalle parti appaiono chiare e ben definite. Saranno i lettori, nel rispetto della sensibilità di tutti i minori coinvolti, a trarre le proprie considerazioni su una vicenda che ha suscitato un ampio dibattito in città sui temi dell’inclusione, della comunicazione tra famiglie e del ruolo educativo della comunità.

Lucera.it continuerà a dare spazio a eventuali ulteriori chiarimenti o contributi che possano favorire un confronto sereno e costruttivo, nel pieno rispetto della verità dei fatti e della tutela dei bambini coinvolti.

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