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Ci sono passioni che continuano a unire le persone anche quando una vita si interrompe troppo presto. È questo il significato del Memorial “Amelia Capobianco”, il triangolare di pallacanestro femminile che si è svolto lo scorso fine settimana all’Opera San Giuseppe di Lucera, trasformando il campo da gioco in un luogo di ricordo, affetto e partecipazione.
Amelia Capobianco era una giovane lucerina che amava profondamente la pallacanestro. La sua vita si è spezzata il 29 agosto 2022, quando è rimasta vittima di un tragico incidente stradale. Una scomparsa dolorosa, che ha lasciato un vuoto tra i familiari e quanti avevano avuto modo di conoscerla e condividere con lei la passione per questo sport.
A volerla ricordare attraverso il basket è stato Maurizio Vitarelli, allenatore di Lucera che aveva seguito Amelia nel suo percorso sportivo. Un’iniziativa nata dal desiderio di rendere omaggio alla ragazza proprio attraverso ciò che amava, riunendo atlete, familiari e appassionati in una giornata in cui il risultato agonistico ha lasciato spazio al valore umano dello stare insieme.
Alla manifestazione hanno partecipato tre formazioni: l’Under 17 Angel Manfredonia, allenata da Sandro Ciccone; l’ASD Magnifico Basketball San Severo, impegnata nel campionato di Serie C; e una rappresentativa della Polisportiva Opera San Giuseppe di Lucera.
Tra le atlete scese in campo anche la sorella di Amelia, presenza particolarmente significativa in una giornata dedicata alla memoria della giovane.
Le partite, della durata di circa dieci minuti ciascuna, hanno offerto momenti di gioco, spettacolo e divertimento. Ma, al di là delle azioni e delle sfide sul parquet, il senso del memorial era un altro: condividere la stessa passione sportiva e ricordare una ragazza che aveva fatto della pallacanestro una parte importante della propria vita.
Non era prevista una premiazione finale, proprio perché il risultato sportivo non rappresentava l’obiettivo principale della manifestazione. A contare erano la partecipazione delle squadre, i sorrisi delle atlete, la voglia di giocare insieme e l’emozione di ritrovarsi nel nome di Amelia.
Il triangolare si è così trasformato in un momento di incontro per la comunità, nel quale lo sport ha svolto il suo ruolo più autentico: creare legami, custodire ricordi e permettere a una passione condivisa di diventare un modo per sentirsi ancora vicini a chi non c’è più.
Il Memorial “Amelia Capobianco” ha ricordato che la pallacanestro non è soltanto competizione, ma anche amicizia, condivisione e memoria. Un modo semplice e significativo per rendere omaggio a una giovane donna scomparsa troppo presto, lasciando che fosse proprio il gioco, tanto amato da Amelia, a riunire le persone nel suo ricordo.


