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Una domanda che, dopo il concerto di Fred De Palma del 16 agosto, molti cittadini si stanno ponendo.
Quello che avrebbe dovuto essere uno degli appuntamenti musicali della Festa di Santa Maria Patrona, in una città d’arte e di cultura come Lucera e in una location storica come Piazza Matteotti, si è trasformato, a nostro giudizio, in uno spettacolo indegno caratterizzato da un linguaggio volgare, sessista e decisamente poco adatto a un evento patronale rivolto a un pubblico anche familiare.
Inascoltabile il freestyle/monologo proposto durante la serata: parole e contenuti che hanno lasciato increduli diversi spettatori e che, secondo quanto abbiamo potuto osservare, hanno spinto alcuni genitori ad allontanarsi con i propri bambini.
Ma era davvero questo lo spettacolo che Lucera meritava per la Festa Patronale?
Una città che negli ultimi anni ha dimostrato di poter ospitare grandi artisti e importanti eventi culturali, che valorizza il proprio patrimonio storico e che vuole presentarsi ai visitatori come città d’arte, avrebbe forse meritato una scelta artistica maggiormente coerente con il contesto e con il carattere della manifestazione.
E c’è un altro aspetto che non può essere ignorato: la Festa Patronale è sostenuta anche attraverso il contributo della comunità cittadina.
Per questo crediamo sia legittimo chiedersi quali siano stati i criteri utilizzati nella scelta dell’ “artista” e se lo spettacolo proposto fosse realmente adeguato al contesto, alla presenza di famiglie e al significato della serata dedicata a Santa Maria Patrona.
Nessuno mette in discussione la libertà artistica.
Ma libertà artistica e programmazione pubblica sono due cose diverse: quando un Comune organizza un evento per una festa cittadina, è inevitabile che debba interrogarsi anche sull’adeguatezza dello spettacolo rispetto al pubblico e al luogo.

