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16 Giugno 2026
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Incendio di Lucera: nove ore contro le fiamme, distrutto il bosco del Colle Albano «Eravamo soli davanti a tre fronti di fuoco»

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Un’intera giornata di lotta contro il fuoco, un patrimonio ambientale ridotto in cenere e una città che ancora una volta si ritrova a fare i conti con l’ennesima ferita inferta al proprio territorio.

A distanza di pochi giorni dal devastante incendio che ha colpito il Colle Albano e l’area della Fortezza Svevo-Angioina, emergono le testimonianze di chi ha vissuto in prima linea quelle ore drammatiche. A raccontare quanto accaduto sono le Guardie Ambientali Volontarie Italiane (GAVI) di Lucera, impegnate sul campo sin dai primi momenti dell’emergenza.

«Nove ore di lavoro senza sosta»

Il loro racconto restituisce la dimensione di una giornata che molti definiscono già come uno dei momenti più difficili degli ultimi anni per il patrimonio ambientale cittadino.

«Il nostro venerdì nero. Nove ore di lavoro ininterrotto per assistere alla distruzione totale del bosco.»

Secondo quanto riferito dai volontari, al momento dell’arrivo sul luogo dell’incendio erano già presenti almeno tre distinti fronti di fuoco.

«Per oltre un’ora e mezza abbiamo operato praticamente da soli, con il solo supporto della Polizia Locale. Con quel vento e con un incendio di quelle proporzioni era impossibile gestire tutto senza ulteriori squadre di supporto.»

Parole che descrivono una situazione estremamente complessa, aggravata dalle alte temperature, dalla vegetazione secca e dalle raffiche di vento che hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme.

Il bosco distrutto e le fiamme arrivate fino al Castello

Il bilancio ambientale appare pesantissimo.

Il rogo ha devastato gran parte del boschetto del Colle Albano, cancellando in poche ore decine di alberi e vaste aree di vegetazione che da anni rappresentavano uno dei principali polmoni verdi della città.

Ma la preoccupazione maggiore riguarda il fatto che il fuoco sia riuscito a raggiungere anche l’area della Fortezza Svevo-Angioina, simbolo storico e identitario di Lucera.

Le immagini realizzate dal drone di Paolo Cibelli, socio dell’Archeoclub “Minerva”, mostrano dall’alto una vasta distesa annerita che circonda il complesso monumentale, offrendo una prospettiva impressionante della devastazione.

Archeoclub: «Una ferita profonda per tutta la città»

Nella mattinata successiva all’incendio il direttivo dell’Archeoclub di Lucera, guidato dal presidente Walter Di Pierro, ha effettuato un sopralluogo nell’area colpita.

Le verifiche hanno confermato che le fiamme sono penetrate anche all’interno della Fortezza, interessando la vegetazione e il materiale derivante dalle recenti operazioni di sfalcio.

Una situazione che ha costretto l’associazione ad annullare l’evento programmato nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, poiché non sussistevano più le necessarie condizioni di sicurezza.

«Il Colle Albano e la Fortezza rappresentano luoghi simbolo della storia e dell’identità di Lucera. Si tratta di una ferita profonda per l’intero territorio. Lucera non merita tutto questo.»

La domanda che la città continua a porsi

Al di là delle indagini che dovranno chiarire l’origine dell’incendio, resta una domanda che molti cittadini continuano a riproporre ogni estate: si sta facendo abbastanza sul fronte della prevenzione?

Perché se da una parte è fondamentale individuare e punire eventuali responsabili, dall’altra diventa inevitabile interrogarsi sulla manutenzione delle aree verdi, sulla pulizia del sottobosco, sulla realizzazione di adeguate fasce tagliafuoco e su tutte quelle misure che possono limitare la propagazione delle fiamme.

La sensazione diffusa è che non si possa continuare ogni anno a contare i danni e a rincorrere le emergenze.

«Serve un confronto serio, senza polemiche»

Le Guardie Ambientali hanno lanciato anche un appello alla città e alle istituzioni.

«Il problema più grande è capire quale futuro possa avere una comunità che continua a ferire sé stessa. È come una madre colpita continuamente dai propri figli. Questo fa male più di ogni altra cosa.»

Da qui l’invito ad aprire un confronto pubblico basato non sulle polemiche, ma sulle soluzioni concrete.

Perché il Colle Albano, il Castello e l’intero patrimonio naturalistico di Lucera appartengono a tutti. E ogni volta che un incendio li distrugge, non brucia soltanto un pezzo di vegetazione.

Brucia una parte della storia, dell’identità e della bellezza della nostra città.

La redazione di Lucera.it esprime piena vicinanza e ringraziamento ai Vigili del Fuoco, ai volontari della Protezione Civile, alle Guardie Ambientali e a tutti coloro che hanno combattuto per ore contro le fiamme nel tentativo di salvare uno dei luoghi più rappresentativi di Lucera.

Credits Foto: Paolo Cibelli

web agency lucera

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