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27 Ottobre 2026
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Dialettando 341 – Modi di dire Lucerini

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lino-montanaro“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.

DIALETTANDO 341

A Lucera non si dice “In questo affare oltre a non guadagnare niente ci abbiamo anche rimesso” ma si dice “CI’ÀMME RÚFUSTE L’ÚGLJE E ‘A LAMBE “ – (Traduzione: Abbiamo perso sia l’olio che la lampada)

A Lucera non si dice “Non viene a capo di nulla, un vero inconcludente” ma si dice “ARAPE ‘A VOCCHE SCKITTE PE FFÀ PEGGHJÀ AREJE A I DÍNDE” – (Traduzione: Apre la bocca solo per far arieggiare i denti)

A Lucera non si dice “Si ha da ridire sempre sui difetti degli altri senza vedere i propri “ ma si dice “U CIUCCIE CHIAME RÈCCHIA LONGHE O CAVÁLLE “ – (Traduzione: L’asino chiama orecchia lunga il cavallo)

A Lucera non si dice “Spesso chi non è sposato ha l’amante” ma si dice “CHI ‘NDÉNE MUGGHIÉRE, MANDÈNE MUGGHIÉRE “ – (Traduzione: Chi non ha moglie, mantiene una donna)

A Lucera non si dice “Trascorre buona parte della notte in bagordi e la mattina fa fatica ad alzarsi” ma si dice “‘A SÈRE A NOTTE A NOTTE,’A MATÍNE TOCCA TOCCHE “ – (Traduzione: La sera fa notte e la mattina in fretta in fretta )

A Lucera non si dice “È resistente a ogni fatica, fisica e morale” ma si dice “QUILLE TÉNE U CÚREJE TÚSTE” – (Traduzione: Quello ha la pelle dura)

A Lucera non si dice “Per la rabbia non ragiona più” ma si dice “STACE ACCUSSÌ NGAZZATE CHE À PPÈRZE I SENDEMÍNDE “– (Traduzione: È così arrabbiato che ha perso la ragione)

A Lucera non si dice “Non ci posso credere!” ma si dice “MA VÚJE VIDÍTE NU PUCARÍLLE! “ – (Traduzione Ma vedete un pochetto!)

A Lucera non si dice “È una persona che bada solo all’apparenza” ma si dice “VACE C’U MÚSSE PPETTATE E C’A’ RACCA ‘MBRONDE E SÓP’I DENÚCCHJE “ – (Traduzione: Va con le labbra con il rossetto e con la sporcizia sulla fronte e sulle ginocchia)

A Lucera non si dice “Accidenti, cosa sei andato a ricordare!” ma si dice “ÈFÈSSE CHE SÌ JJÚTE A SCATAFUSSÀ”– (Traduzione: Perbacco, che cosa sei andato a scavare dalla profondità!)

In foto – Piazza Lecce – Interno di un antico palazzo – Foto di Ciro Triggiani (2)


[LINO MONTANARO BIOGRAFIA E PUBBLICAZIONI PRECEDENTI]

 

web agency lucera

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