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Sono un Istruttore della Federazione Scacchistica Italiana, il mio nome è Tommaso Notarstefano e cerco di divulgare questa nuova disciplina sportiva che a detta di molti è un misto di arte, scienza e sport.
Insegno nelle scuole di Lucera e della provincia di Foggia, mediante corsi multilivello e poi presso il Circolo Unione di Lucera, dove effettuiamo a fine corso dei tornei amatoriali.
Vorrei fare con i lettori di Lucera.it una semplice riflessione:
sono molti i giochi che si sono affacciati nella storia del genere umano, e purtroppo tanti sono caduti nel dimenticatoio, mentre il gioco degli scacchi, esiste ancora nel XXI secolo. Ci sarà pure uno o più motivi se è riuscito a resistere e a primeggiare nei giochi senza perdere quel fascino misterioso che attira la nostra attenzione e ci coinvolge poi in una passione sociale, sportiva e culturale.

Gli scacchi hanno una lunga ed epica storia, con origini avvolte nel mistero. L’ipotesi più accreditata pone il luogo d’origine in India, con varie teorie che descrivono un gioco da tavolo che si sviluppò in Persia, il Chatrang, e che, nel tempo, si evolse nel gioco degli scacchi. La Cina, l’India e la Persia sono state indicate come la patria prima del giuoco. La diffusione degli scacchi nel mondo musulmano e successivamente nell’Europa meridionale avvenne attorno all’anno 1000, con la loro forma moderna raggiunta nel XVI secolo. Notevole poi è stato recentemente trovato nei magazzini di un museo danese una pedina che rappresentava il “re” in un antico gioco da tavolo, simile agli scacchi, praticato dai Vichinghi. Il suo nome è Hnefatafl, ed era un gioco da tavolo di origine nordica, praticato dal IV al XII secolo in molti territori dell’Europa settentrionale. Il re e i suoi protettori partivano dal centro del tabellone, mentre gli avversari attaccanti si posizionavano ai margini. L’obiettivo del re era fuggire verso i bordi o gli angoli del campo.
Il gioco non era una semplice passatempo, ma una forma di esercizio strategico che riproduceva le dinamiche di guerra. La sua influenza si è estesa fino alla variante sámí tablut, documentata dagli studi di Linneo nel XVIII secolo, le cui regole sono state fonte per moderne ricostruzioni del gioco. Ma ritorniamo al presente, si apprende da una statistica che gli scacchi non sono solo un gioco millenario, ma uno dei fenomeni culturali più diffusi del pianeta. Si stima che circa il 70% della popolazione adulta abbia giocato a scacchi almeno una volta nella vita, una cifra sorprendente che dimostra quanto questo gioco abbia trasceso confini, lingue e generazioni. Dai parchi e caffè alle scuole e alle piattaforme digitali, gli scacchi sono stati per secoli un punto di incontro tra persone di tutto il mondo. Ma il suo impatto non si limita al passato. Oggi circa 605 milioni di adulti giocano a scacchi regolarmente, il che lo rende uno dei giochi più praticati al mondo. Il boom di Internet, le piattaforme online e lo streaming di grandi tornei hanno spinto una nuova era d’oro per gli scacchi, attirando giocatori occasionali e concorrenti professionisti. Più che un semplice divertimento, gli scacchi si sono consolidati come uno strumento educativo, culturale e sociale che continua a crescere ed evolversi nel cuore del XXI secolo. Tratteremo con ulteriori approfondimenti questo fenomeno social- sportivo che ha contribuito tanto alla crescita e all’arricchimento di tanti altri settori della nostra vita, che qui inserisco una breve sintesi e che spero di approfondire poi nel tempo con voi lettori.
Cinema, Pittura, Scultura, Letteratura, Collezionismo pregiato, Filatelia, Sport, Folklore (partite di scacchi viventi), turismo sportivo, software scacchi ecc.
Come concludere questo mio intervento di presentazione degli scacchi se non con le parole profetiche di uno scrittore scacchista, che rappresenta un preludio artistico e un finale epico degli scacchi.
“Non senza ragione del gioco degli scacchi non si conosce l’origine. Esso probabilmente preesisteva all’apparire dell’uomo sulla Terra e forse anche alla creazione del mondo. E se il mondo ripiomberà nel caos ed il caos si ridissolverà nel nulla, il gioco degli scacchi rimarrà, fuori dello spazio e del tempo, partecipe dell’eternità delle idee”. (Massimo Bontempelli)
Tommaso Notarstefano









