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Pillole Dialettali, Tradizioni: I CHECOZZE LONGHE (le zucchine lunghe)

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Sono il frutto di una pianta rampicante di cui si mangiano anche altre parti come le foglie, i gambi e le cime. La loro polpa è molto tenera e spugnosa e il loro colore è verde pallido, al tatto è un po’ pelosa. Sono raccolte nel periodo estivo, dal mese di giugno fino a settembre, e si presentano con dimensioni che superano anche il metro.

Ecco una delle tante ricette della nostra tradizione culinaria, quasi dimenticata, ma che, ancora oggi, tante famiglie lucerine in estate la rispolverano per il piacere del palato. E’ preferibile mangiarle quando sono ancora giovani (massimo 40 cm. di lunghezza), poiché crescendo diventano legnose e il loro interno si riempie di semi.

La ricetta è molto semplice: i chicozze, grattate (se rarène) per eliminare la pellicina che le ricopre, particolarmente resistente alla cottura, si tagliano a tocchi. In una pentola si soffrigge una cipolla nell’olio e quando questa è diventata dorata si versano i chicozze con dei pomodorini e un poco di acqua, salando e lasciando cuocere. A cottura quasi ultimata si versa nella pentola un intingolo di uova condite con prezzemolo, sale, pepe e formaggio e si lascia diventare il tutto molto denso.

La particolarità di questa ricetta e che essa è legata alle Feste Patronali (I Fèste d’Aùste): infatti, è il piatto principe della ricorrenza del 16 agosto. La tradizione risale ai tempi in cui la processione in onore di Santa Maria Patrona si svolgeva nella mattinata ed era seguita da quasi tutta la popolazione lucerina. Al ritorno a casa per le donne lucerine dell’epoca si rendeva necessario avere disponibile un piatto di facile preparazione e già predisposto nelle prime ore della giornata e i chicozze si prestavano ottimamente per queste esigenze: a pranzo bastava mettere il tutto nel piatto, anche perché le checozze sono molto buone anche tiepide e leggermente croccanti.

In tempi più vicini ai nostri, l’antica ricetta, complice il benessere, si è arricchita di un nuovo ingrediente, la carne, esclusivamente agnellone.

Credits Foto: Giovanna Esposito (campaniaferax.it)

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