La paletta schiacciamosche, uno strumento utilizzato per cacciare via o uccidere mosche o altri insetti.
Per anni, rendere le case vivibili era quasi impossibile per la presenza di tanti insetti. Specialmente nei periodi caldi dell’anno e durante la vendemmia, quando le abitazioni erano invase da nugoli di mosche, principali vettori di malattie, si ricorreva a mezzi e accorgimenti pratici ma approssimativi. Si conduceva una vera e propria battaglia per cercare di ridurne il fastidio che procuravano e il pericolo sanitario che rappresentavano.
Anche se si tratta di un metodo antichissimo usato per eliminare i fastidiosi insetti volanti, u ccidamosche, nella versione moderna che noi conosciamo, fu ufficialmente inventato nel 1900 negli Stati Uniti. Nel nostro dialetto c’è un nome alternativo per definirlo: u pecchjètte che è formato da una paletta bucherellata fissata a un manico pure in plastica. I fori nella rete gli permettono di vincere la resistenza dell’aria e di ottenere l’effetto di una frustata
Più tardi arrivarono il DDT (u flit) e u ngappamosche (striscia di carta ricoperte di una sostanza appiccicosa, detta moschicida). A distanza di oltre un secolo u ccidamosche è ancora tra noi. Come pure le mosche.

