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14 Agosto 2026
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Sfogliando: ” QUANDE SÒ SAPRÍTE I CICCECÚTTE! ”

cicce cutte
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I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

cicce cutte
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“ QUANDE SÒ SAPRÍTE I CICCECÚTTE! ”

Traduzione: “È veramente buono il grano cotto!”

Significato:  “Dolce tradizionale preparato in occasione della ricorrenza della Commemorazione dei morti. ”

Curiosità:  Per le festività di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti, non solo a Lucera ma in tanta parte della Puglia e in altre zone del Mezzogiorno, si preparava, e ancora si prepara, un dolce gustoso a base di grano. Da tempo, però, questa specialità è gustata un po’ ovunque sia per effetto dell’emigrazione interna sia per la caratteristica bontà della stessa. Il dolce, che in italiano si chiama “grano cotto” e in lucerino “ciccecútte“, secondo alcuni affonderebbe le sue origini nella cultura saracena e, secondo altri, in quella dell’antica Grecia. Il grano cotto è preparato con ingredienti locali e frutti di stagione: grano tenero, melograna, noci, mandorle secche e vincotto. Negli ultimi tempi è d’uso aggiungere anche cioccolato fondente. fatto a dadini minuti. La simbologia degli ingredienti è la seguente: il grano sta per la rinascita, la melagrana per l’abbondanza, la noce rappresenta la vita, il vincotto la compagnia e la fertilità, come la cioccolata. La preparazione è semplice: bollire il grano per circa 1 ora, dopo averlo tenuto a bagno in acqua a temperatura ambiente per tutto il giorno precedente; scolarlo e lasciarlo raffreddare; mischiarlo con i chicchi di melograna e i pezzetti di noci, mandorle e cioccolato fondente. Prima di servire, infine, condire il tutto con il vincotto. Le nostre mamme e le nonne usavano “sckitte grane casarole”, ossia solo grano di produzione locale, perché cuocendolo non diventava una pappetta ma manteneva una sua consistenza. I “ciccecútte” si conservano in frigorifero massimo per una settimana; mentre è consigliabile aggiungere il vincotto solo prima di mangiarli, altrimenti i chicchi di grano s’induriscono se conditi tempo prima.


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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