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27 Ottobre 2026
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Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “AGGHJE PEGGHJÀTE ÀNEME E CI’AGGHJE DITTE: SEGNURÌ, CAGNÁTE STRÁDE…”

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I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” AGGHJE PEGGHJÀTE ÀNEME E CI’AGGHJE DITTE: SEGNURÌ, CAGNÁTE STRÁDE, CHE V’AGGHJA PARLÀ. VÚJE ME PIACIÈTE ASSAJE E PÈNZE E RRÈPENZE SÈMBE O STÈSSE FÁTTE.” PÚRE VÚJE ME PIACIÈTE, SÍTE ‘NU UAGLJÓNE AGGARBÁTE. ‘A RESPOSTE A TTRÈ JÚRNE! “

95-corteggiamento-charlotte-dona-un-fiore1Traduzione: (Ho preso animo e ho detto: “Signorina cambiate strada, che vi devo parlare. Voi mi piacete tanto ed io penso e ripenso sempre alla stessa cosa”. “Pure voi mi piacete, siete un ragazzo a modo. La risposta a tre giorni!”).

Significato: “Dichiarazione d’amore di un ragazzo a una ragazza e risposta della ragazza al ragazzo”.

Curiosità: “E’ uno dei riti, che, non solo a Lucera, i giovani praticavano per fidanzarsi. Siamo negli anni 50’-60’: le ragazze vivono chiuse in casa sotto il controllo rigido dei genitori. Poche erano le occasioni di svago e i momenti di libertà. Per i ragazzi c’era più libertà: frequentavano i bar, e a Lucera il Bar De Chiara, passeggiavano su e giù dalla Villa Comunale a Piazza Duomo, parlando di calcio o di conquiste femminili perlopiù virtuali. Poi arrivava finalmente la domenica e anche le ragazze potevano passeggiare, andando su e giù da piazza Duomo al piazzale antistante alla villa comunale. I ragazzi individuavano una ragazza che interessava e iniziavano il corteggiamento fatto di sguardi e atteggiamenti. Il corteggiamento poteva essere accettato o no dalla ragazza, la quale aveva realmente il potere di scelta. Se si riteneva che ci fosse interessamento ricambiato, il ragazzo, a volte con grande ansia e magari qualche domenica dopo, trovava la forza di avvicinare la ragazza e d’invitarla a passeggiare in una strada laterale al corso principale. In quest’occasione il ragazzo pronunciava la frase “Voi mi piacete tanto ed io penso e ripenso sempre alla stessa cosa”. E la ragazza, d’obbligo, dava la sua risposta: “Pure voi mi piacete, siete un ragazzo a modo. La risposta a tre giorni!”. La variante ammessa era che i giorni potevano essere cinque o sette. Molti ragazzi e ragazze del tempo si sono fidanzati in quel modo e sono d’allora felicemente sposati”.

Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

web agency lucera

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