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25 Aprile 2026
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Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “DUMANE DICE ‘U CCIACCIATE…”

statua di Cesare, Lucera

I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“DUMANE DICE ‘U CCIACCIATE…”

statua di Cesare, LuceraTraduzione: (Domani dice il Cciacciate).

Significato: “Una promessa che non viene mai mantenuta”.

Curiosità:  ‘ U CCIACCIATE era un personaggio della Lucera di una volta, noto soprattutto come venditore di carne da lui stesso macellata e destinata al mercato clandestino. Abitava in una delle casette basse a ridosso della chiesa di Sand’Andúne, ora scomparse. Il personaggio era noto anche per un aneddoto che ha come protagonista la statua di Cesare Augusto che è collocata all’angolo tra la Villa Comunale e l’imbocco del viale Castello. La statua ha una mano con delle dita mancanti, che sono state rotte da alcuni soldati canadesi di stanza a Lucera, facenti parte dell’esercito di liberazione nella seconda guerra. Si racconta che dei giovani canadesi in preda ai fumi dell’alcol abbiano invitato ripetutamente Cesare a bere con loro e, poiché questi non accettava l’invito, fu sottoposto al tiro al bersaglio con le bottiglie vuote di birra, alcune delle quali colpirono la mano rompendogli alcune dita. Successivamente è nata una leggenda metropolitana, che chiama in causa il nostro ‘U CCIACCIATE il quale abitava nei pressi della statua, giusto nella direzione ove puntava il dito indice di Cesare. Questi, ricevuta la visita delle guardie, ritenne responsabile di tale controllo la statua stessa. Perciò, volendo impedire altre delazioni, avrebbe mozzato le dita di Cesare. CIACCIATE è una voce onomatopeica che indica una persona che parla arrotolando le parole, come se avesse qualcosa in bocca, oppure che si immischia di tutto. Entrambi gli elementi possono essere accostati al personaggio di cui stiamo parlando.”


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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