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28 Ottobre 2026
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Puglia, mortalità sopra la media: Le province di Bari e Foggia in vetta

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Il quadro che emerge dagli ultimi rilievi Istat racconta una Puglia che, pur avendo superato la fase più acuta della pandemia, continua a fare i conti con una mortalità in Puglia stabilmente superiore alla media italiana. Le differenze territoriali restano marcate: il Mezzogiorno fatica a recuperare terreno, mentre nel Nord gli indicatori risultano più favorevoli. In questo scenario, Bari e Foggia spiccano tra le province più colpite, segno di un quadro epidemiologico complesso dove pesano cronicità, accesso alle cure e prevenzione disomogenea. La fotografia non è solo statistica: parla di servizi, fragilità sociali e di una rete sanitaria che deve adattarsi a una popolazione più anziana e con bisogni assistenziali crescenti.

Dati Istat: trend 2025-2026

Nel 2025, stando ai dati riportati dalla stampa locale su base Istat, in Puglia si contano 41.583 decessi, un numero in linea con l’andamento del Sud, dove i morti superano le 214mila unità. L’inizio del 2026 non cambia il quadro: tra gennaio e marzo i decessi regionali sono 11.328, con un picco a gennaio (4.363). La curva mostra un lento rientro rispetto agli anni pandemici, ma non un ritorno pieno ai livelli pre-Covid. La persistenza di valori elevati indica fattori strutturali: ritardi negli screening, gestione delle cronicità non uniforme e differenze nell’accesso alla diagnosi precoce.

Divario Nord-Sud

Il solco tra aree del Paese rimane evidente. Nel Mezzogiorno il tasso supera i 90 decessi ogni 10mila abitanti, mentre nel Nord-Est si attesta a 76,5: uno scarto che racconta meno prevenzione, minore aderenza terapeutica e infrastrutture sanitarie più fragili. In Puglia questi divari si intrecciano con elementi demografici e socioeconomici, come redditi più bassi e maggiore prevalenza di lavori usuranti. Il risultato è una mortalità in Puglia che reagisce più lentamente ai miglioramenti nazionali e che risente di ritardi nella presa in carico territoriale.

Cause principali di decesso

Le cause di morte confermano un copione noto: malattie cardiovascolari e tumori restano responsabili, insieme, di circa il 57% dei decessi in Italia. In Puglia, alla pressione di queste patologie si somma il peso del diabete, delle patologie respiratorie e delle malattie infettive, tornate a crescere. Istat rileva un aumento dei tassi per malattie respiratorie (+3,1%) e infettive (+3,3%), con effetti più marcati tra gli anziani. La combinazione di comorbilità, stili di vita non ottimali e diagnosi tardive amplifica il rischio, specialmente nelle aree periferiche e nei contesti con minor offerta di servizi.

Anziani più esposti

La fascia degli over 65 è la più vulnerabile. L’eredità del Covid ha ridimensionato la mortalità direttamente attribuibile al virus, ma ha lasciato una scia di fragilità: suscettibilità alle infezioni respiratorie, peggior controllo delle cronicità e rinvii nelle cure. In questo quadro, Bari e Foggia registrano i livelli più alti della regione; Lecce e Brindisi presentano valori leggermente inferiori, ma ancora sopra la media nazionale. L’aumento degli eventi avversi legati a cadute e incidenti tra gli anziani conferma la necessità di percorsi di prevenzione personalizzati e di una rete sociale di prossimità.

Prevenzione e sanità territoriale

Le soluzioni passano da una sanità territoriale più forte. Investire in assistenza domiciliare, infermieristica di famiglia, telemonitoraggio e farmacie dei servizi significa intercettare precocemente scompensi e ridurre ricoveri evitabili. La prevenzione deve diventare routine: screening oncologici capillari, controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, vaccinazioni per anziani e fragili, educazione a stili di vita sani. In parallelo servono dati tempestivi, équipe multidisciplinari e presa in carico delle cronicità centrata sulla persona, per colmare un divario che penalizza il Mezzogiorno da decenni.

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