“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 381
A Lucera non si dice “ Non so più dove sbattere la testa ” ma si dice: “ VACHE SPIRTE E DDEMIRTE “ – (Traduzione: Vado di qua e di là)
A Lucera non si dice “ La mia pazienza è al limite, fra poco saranno botte! “ ma si dice: “ SANDA MARÍJE MÍJE, MANDINEME I MMANE! “ – (Traduzione: Santa Maria mia, mantienimi le mani!)
A Lucera non si dice “ Si è ripiegato su se stesso –“ ma si dice: “ S’È TUTTE AGGHJUMMARATE “ (Traduzione: Si è tutto raggomitolato)
A Lucera non si dice “ Mastica il cibo con le gengive “ ma si dice: “ STACE SÈNZA DÍNDE, MAGNE AGGANGANNE “ – (Traduzione: Non ha più un dente, mangia masticando con le gengive – Nb: AGGANGANNE da ganghe, dente molare)
A Lucera non si dice “ Ti devo sistemare per bene! “ ma si dice: “ T’AGGHJA CÓSE NU VESTITÍLLE ‘NGÚLLE! “ – (Traduzione: Ti devo cucire un vestitino addosso! )
A Lucera non si dice “ Ho avuto una contrazione involontaria, improvvisa e continua di uno o più muscoli “ ma si dice: “ MME SÒ VVENÚTE ALLASSACRÈSE I GRAMBE “ – (Traduzione: Mi sono venuti all’improvviso i crampi)
A Lucera non si dice “ Lo tiene in grande considerazione“ ma si dice: “ U PORTE APPÍSE ‘NGANNE“ – (Traduzione: Lo porta appeso al collo)
A Lucera non si dice “ Vuol darsi delle arie, ma dice solo strafalcioni“ – ma si dice: “ À MMÌSSE ‘A LÈNGHE DIND’O PULÍTE” – (Traduzione: Ha messo la lingua nel pulito)
A Lucera non si dice “ Non è il caso che tu ti vanti in modo spropositato “ ma si dice: “ N’AGGHJE VVÍSTE DE CAVALLE A CÓRRE “ – (Traduzione: Ne ho visti di cavalli correre)
A Lucera non si dice “ Sono due cose che non possono stare insieme “ ma si dice: “ CHE CI’ACCOCCHJE L’AGLJE C’A FÍCHE?“ – (Traduzione: Cosa centra l’aglio con il fico?)
In foto – Anni 20 – Chiesa di San Giovanni Battista
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