“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 428
A Lucera non si dice “ Sono persone inutili e insignificanti “ ma si dice: “ SONNE CÚM’I SOLDE SPICCE, FANNE TANDA RUMERÓRE, MA NEN VALÈNE NÍNDE “ – (Traduzione: Sono come gli spiccioli, fanno tanto rumore ma non valgono niente )
A Lucera non si dice “ Fingere di non sapere o capire ” ma si dice: “ FARSE U VVESTÚTE DA FÈSSE “ – (Traduzione: Farsi il vestito da fesso)
A Lucera non si dice “ Le parole sono come le pietre, bisogna stare attenti a quello che si dice “ ma si dice: “ ‘A VOCCA LARGA ADD’ÈSSE CHESÚTE E ‘A LÈNGHE LONGHE ADD’ÈSSE TAGGHJATE “ – (Traduzione: La bocca larga deve essere cucita e la lingua lunga tagliata)
A Lucera non si dice “ È una donna dal comportamento languido e sdolcinato “ ma si dice: “ QUÈLL’ÉJE ‘NA SCIUSSCÈME SCIUSSCÈME “ (Traduzione: È una donna che se la gode )
A Lucera non si dice “ È troppo attaccato ai soldi! “ ma si dice: “ ÈFÈSSE E CHE SCORZE DE PREVELÓNE!“ – (Traduzione: Accidenti, che buccia di provolone!)
A Lucera non si dice “ È una donna che ha le gambe tutte d’un pezzo “ ma si dice: “ QUÈLLE TÉNE I CCÓSSE CÚM’E I PÍDE D’U TAVULÍNE “ – (Traduzione: Quella ha le gambe come i piedi del tavolino)
A Lucera non si dice “ È consigliabile non avere da ridire con quella persona, perché ha le mani dure come due pezzi di legno “ ma si dice: “ QUILLE TÈNE I MMANE A TACCARÌLLE ” – (Traduzione: Quello ha le mani come tronchetti di legno )
A Lucera non si dice “ Ha il corpo intorpidito per il grande freddo“ ma si dice: “ S’È NDESECATE CÚM’E ‘NA SCÍLLE DE BACCALÀ“ – (Traduzione: Si è irrigidito come un pezzo di baccalà)
A Lucera non si dice “ Gli ha fatto una furiosa sgridata “ ma si dice: “ L’À FATTE JÌ C’A CAPE STORTE! “ – (Traduzione: lo ha fatto andar via con la testa storta )
A Lucera non si dice “ Ha sempre l’ossessione su qualcosa che deve realizzare “ ma si dice: “ TÉNE SCKITTE NU PENZÍRE, CÚM’A GATTE CH’ÀDDA ‘NGAPPÀ U SORECE “ – (Traduzione: Ha solo un pensiero, come il gatto che deve catturare un topo)
In foto Anni 70 – Via IV Novembre – 1977
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