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28 Luglio 2026
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Anaerobico e Biogas 260 mila tonnellate di rifiuti (la metà del quantitativo prodotto nell’intera Puglia) affluiranno a Lucera da mezza Italia. Notevoli le implicazioni per la salute dei cittadini

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Riceviamo dalla Dott ssa Maria Francesca Russo Biologa e Consulente Ambientale e pubblichiamo 

LUCERA – Come biologa e consulente ambientale, dopo aver esaminato il progetto dell’impianto anaerobico di trattamento della FORSU, al vaglio dell’amministrazione comunale e provinciale, esprimo un parere nettamente negativo. A dir poco spaventoso il “tonnellaggio”: 260 mila tonnellate di rifiuti che corrispondono alla metà del quantitativo prodotto nell’intera Puglia. Poi che dire della tipologia dell’impianto? Sarebbe necessario adeguare e razionalizzare con opportuni miglioramenti l’impianto aerobico esistente, al fine di sopprimere le emissioni odorigene, piuttosto che convertirlo in un digestore anaerobico, che presenterebbe notevoli problemi gestionali e di efficiente utilizzo della materia prima in ingresso ed in uscita. A tale riguardo è bene dire che il digestore anaerobico non è un impianto per il riciclo dei rifiuti secondo il principio “rifiuti zero”. Dal digestore residuerà un rifiuto speciale detto “digestato”. Solo con accurati e costosi accorgimenti il rifiuto potrebbe trasformarsi in un compost di “bassa qualità” utilizzabile in agricoltura.

Quali garanzie ci sono che ciò avverrà e che, invece, il territorio di Lucera non dovrà sopportare il residuato consistente in tonnellate e tonnellate di digestato non a norma? L’impianto anaerobico non rappresenta una soluzione ecologica al problema sia per i notevoli quantitativi di rifiuti che affluiranno a Lucera da mezza Italia (le altre città pugliesi si stanno dotando di mini-impianti pubblici tali da esaurirne in breve tempo il fabbisogno) e sia perché è un metodo di produzione di biogas che comporta numerosi rischi per l’ambiente. In aggiunta alle emissioni che la produzione e la combustione di biogas comportano, notevoli perplessità emergono dal pericolo di alterazione della fauna batterica locale. Nel digestore operano colonie di batteri anaerobi tra cui i pericolosi clostridii, responsabili delle infezioni da tetano e botulino, oltre che alcuni ceppi di salmonella notevolmente aggressivi. Notevoli le implicazioni possibili per la salute dei cittadini e le ripercussioni per la stessa immagine dell’agricoltura cittadina. Sottoscrivo in pieno le perplessità e le criticità sollevate dal dott. Agostino Di Ciaula nella propria relazione inviata per le determinazioni di competenza alla amministrazione comunale di Lucera con invito a farla propria e a depositarla nella procedura di AIA/VIA. Lucera Città d’Arte e di eccellenze agroalimentari non può divenire un mega-centro di raccolta di rifiuti.

no-biogas

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