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Lucera invasa dai piccioni: degrado, danni agli edifici e cittadini esasperati. Come hanno affrontato il problema altre città?

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Marciapiedi sporchi, balconi impraticabili, terrazze ricoperte di escrementi e canali di scolo ostruiti dai nidi. A Lucera cresce il malcontento dei cittadini per una presenza di piccioni che molti definiscono ormai fuori controllo.

Quello che un tempo era considerato un elemento caratteristico delle piazze e dei centri storici sembra essersi trasformato, per molti cittadini, in un problema quotidiano di convivenza urbana.

Le segnalazioni riguardano diverse zone della città: piccioni che nidificano sui tetti, nei sottotetti, nei cornicioni e all’interno dei canali pluviali, creando problemi di manutenzione e in alcuni casi favorendo intasamenti con conseguenti infiltrazioni d’acqua nelle abitazioni.

A questo si aggiunge il problema del guano, che sporca strade, arredi urbani, automobili e balconi, rendendo più difficoltosa la normale vita domestica.

Lucera non è un caso isolato. La gestione della popolazione dei piccioni urbani è diventata una questione affrontata da numerose amministrazioni italiane, soprattutto nei centri storici e nelle aree dove la presenza di cibo e ripari favorisce la crescita delle colonie.

Le città che hanno ottenuto risultati migliori non hanno puntato su un singolo intervento, ma su una combinazione di strategie: prevenzione, controllo della riproduzione, riduzione delle fonti di alimentazione e sistemi di allontanamento.

Una delle ipotesi adottate in alcune realtà urbane è il controllo della riproduzione attraverso mangimi specifici che riducono la fertilità dei piccioni, distribuiti in punti controllati e all’interno di programmi autorizzati.

L’obiettivo non è eliminare gli animali presenti, ma ridurre progressivamente la crescita della popolazione, intervenendo direttamente sul numero di nuove nascite.

Per una città come Lucera, con numerose aree dove i piccioni trovano facilmente cibo e riparo, un eventuale progetto di questo tipo potrebbe essere valutato attraverso uno studio preliminare: individuando le zone più colpite e monitorando nel tempo i risultati.

Un’altra soluzione sperimentata in alcune città italiane ed europee è quella delle colombaie controllate.

Si tratta di strutture dove i piccioni vengono indirizzati per nidificare e dove è possibile gestire la riproduzione attraverso il controllo delle uova.

Il principio è quello di spostare il fenomeno da una presenza incontrollata su tetti, monumenti e abitazioni a una gestione programmata.

Un’altra tecnica utilizzata in alcune città, aeroporti e aree industriali è la falconeria urbana.

La presenza di rapaci addestrati può creare un effetto deterrente nei confronti dei piccioni, spingendoli ad abbandonare temporaneamente determinate zone.

Non si tratta però di una soluzione definitiva: il ritorno dei piccioni può verificarsi quando il controllo termina. Per questo motivo viene generalmente considerato uno strumento da utilizzare insieme ad altre azioni, ad esempio in occasione di interventi mirati in piazze, edifici storici o aree particolarmente problematiche.

A Lucera, il tema non riguarda soltanto il decoro urbano, ma la qualità della vita di molti residenti che ogni giorno devono fare i conti con sporco, rumori, manutenzioni e difficoltà nella gestione degli spazi privati.

Il piccione fa parte dell’ambiente cittadino, ma quando la presenza supera la capacità della città di gestirla, diventa necessario trovare un equilibrio.

A Lucera serve un piano strutturato per affrontare il problema o il fenomeno viene ancora sottovalutato?

web agency lucera

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