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26 Giugno 2022
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Psicologia

L’adolescenza: consigli per genitori disperati

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arianna pedone psicologa luceraBenvenuta adolescenza: sono dolori!!!

Ultimamente ho a che fare con genitori disperati che vengono allo studio con i loro figli adolescenti.
Li vedo persi, senza nessuna speranza di riuscire a gestire questi figli che non riconoscono più.
Dottoressa era un bambino tanto educato, obbediente, sempre ottimi voti…Ora risponde male, fa quello che vuole e di andare a scuola non se ne parla!!! Mi aiuti lei, noi non ce la facciamo più!!!“. Queste sono più o meno le parole che sento da molti.

In questo senso mi sento di rassicurare quanti stanno riscontrando rilevanti cambiamenti in peggio nel carattere dei loro figli che si affacciano a questo periodo delicato della crescita…NO, non sono posseduti dal demonio!

L’adolescenza, così come descritta in letteratura arriva dopo un periodo detto “di latenza”, che tutto sommato è un periodo tranquillo. Improvvisamente però arriva la scarica ormonale della pubertà, l’attrazione per il mondo dei pari, la voglia di trasgressione e di evasione.

Alcuni genitori sono portati a chiedersi se il loro bambino dapprima mansueto e gestibile, non sia affetto da qualche problematica di tipo psichiatrico, viste alcune reazioni abnormi.
No, tranquilli, o meglio, è tutto normale. Non mi ricordo chi mi disse che nell’adolescenza è normale sperimentare tutta la gamma delle patologie psichiatriche ed è una cosa di cui mi sono convinta anche io in questi anni di attività.

D’altro canto vedo questi ragazzi, immaturi, che stanno sperimentando lo sconvolgimento ormonale e sono totalmente disarmati, mi guardano con occhi persi. Ascoltano le lamentele dei genitori alzando gli occhi al cielo e sbuffando.
Neanche loro capiscono che gli sta succedendo, o meglio sono convinti di essere sempre gli stessi e che, al contrario, sono i genitori che non li capiscono.

Cari genitori è inutile che mi dite che non eravate così, ci siete passati anche voi, chiudete gli occhi e ricordate quel periodo meravigliosamente disperato, dove ogni sentimento era estremo: rabbia, amore, odio. Invece di ostinarvi a cercare di imbrigliare quei meravigliosi cavalli imbizzarriti dei vostri figli, cavalcate al loro fianco, raccontando loro le vostre esperienze. Non gli impedite di sbagliare, non li potete proteggere, piuttosto insegnategli a rialzarsi dopo ogni caduta, insegnandogli ad essere resilienti e restituendogli stima di sé. Non tarpategli le ali, li perderete nel tentativo, loro stanno imparando a volare e il vostro compito è goderne lo spettacolo col naso in su, pronti a raccoglierli da una rovinosa caduta per poi vederli ripartire ammaccati.

Comunque in bocca al lupo, ne avrete bisogno!

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