12.9 C
Lucera
23 Settembre 2021
Lucera.it – Giornale Online sulla città di Lucera
Sfogliando

Sfogliando: “SANDA MARÍJA MÍJE!”

Santa Maria Patrona di Lucera

I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“SANDA MARÍJA MÍJE!”

santa-maria-2Traduzione: “Santa Maria Patrona mia!“.

Significato: I lucerini hanno un antico rapporto con Santa Maria Patrona, confidenziale e immediato, tra il sacro e il profano; e l’espressione «Sanda Maríja míje!» ne è l’evidente manifestazione.

Curiosità: La statua di Santa Maria Patrona, quella oggi venerata, fu donata alla città di Lucera da Carlo II d’Angiò dopo la cacciata dei saraceni. Essa presenta una curiosa singolarità: il volto è nero. Probabilmente per l’usanza del tardo medioevo, ripresa dal Canto dei cantici, di dipingere il volto della Madonna di nero, anche se il colore originale era bianco. La statua è in legno, opera probabilmente di un artista di scuola francese. Più volte ridipinta, fu restaurata nel 1936, per iniziativa del Comune e della Sovraintendenza ai Monumenti nazionali, con il volto schiarito da uno strato di vernice chiara. Scelta che molti fedeli non apprezzarono, cosicché, a seguito di successivi restauri si è ritornato al colore originario. Per secoli, sul capo della Vergine fu posta una corona lignea a forma di giglio. Nel 1806, con una sontuosa cerimonia, santa Maria fu incoronata con una corona, a tre stadi, di materiali preziosi. Questa fu rubata nel 1946 e sostituita, l’anno dopo, da una modellata sulla primitiva corona lignea, fatta sempre di materiali preziosi. Anche questa fu rubata nel 1982 e sostituita da un’altra realizzata, a tempo di record, dai gioiellieri Cetola. Qualche tempo dopo, la corona rubata nel 1982 fu ritrovata su una bancarella di Porta Portese a Roma e restituita alla Diocesi di Lucera. Le corone poste sul capo di santa Maria sono, diverse: – quella a forma di giglio è indossata, per tutto l’anno, quando la statua è nella nicchia (riprodotta dai Cetola dopo il furto del 1982); – quella usata quando l’icona è in trono, nel periodo della novena (donata da un privato); – quella recuperata dopo il furto del 1982, che la Madonna indossa durante ‘a fèste d’auste (festa patronale), nei giorni 14-15-16 agosto. Le corone sono conservate nel Museo diocesano. Ci sono altri simulacri che la statua ha con sé, quando sta nella nicchia: – le chiavi d’argento, rubate insieme alla corona nel 1946 e con essa recuperate. Queste chiavi hanno sostituito quelle seicentesche, che a sua volta sostituirono quelle di ferro, donate da Carlo II d’Angiò insieme alla statua della Madonna; – la rosa d’argento che la Madonna stringe nella mano sinistra, sostituita da un giglio durante lo svolgimento delle feste patronali; – il mantello, lungo dalle spalle ai piedi, dal panneggio lievemente ondulato.


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

Potrebbero Interessarti

Sfogliando: “QUILLE SE NE SÒ FFUJÚTE”

redazione

Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “SI FFÁJE U BBRÁVE T’ATTACCÁTTE U PASCKARÍLLE!”

redazione

Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “L’ACQUE SE MÈTTE DÌNDE E’ SPÁLLE”

redazione

Sfogliando: “GGEVENÒ ÀMMA TAGGHJÀ? ”

redazione

Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “PANECÚTTE E ACQUASALE, MÌNE ‘NGÚRPE CHE NEN FANNE MMALE”

redazione

Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “GGIGLJE SE NE VÓLE JI E MMENZEGNÓRE U VÓLE MANNÀ”

redazione