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23 Settembre 2021
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Sfogliando: “SANDA MARÍJA FACCIA NÉREVE, SALVECE DA ‘STA BBRÙTTA BBÈSTEJE”

Santa Maria Patrona di Lucera

I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“SANDA MARÍJA FACCIA NÉREVE, SALVECE DA ‘STA BBRÙTTA BBÈSTEJE”

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Traduzione: “Santa Maria dalla faccia scura, salvaci da questa brutta bestia“.

Significato: Lucera ha un legame speciale con santa Maria Patrona, che si manifesta con una confidenziale invocazione di protezione.

Curiosità: Ogni città italiana ha la sua santa Patrona o il suo santo Patrono, cui molti fanno ricorso quali mediatori fra la terra e il cielo. Lucera ha come Patrona santa Maria, che è costantemente presente nelle preghiere e nelle suppliche dei lucerini. L’hanno sentita sempre vicina come una madre premurosa cui ricorrere per trovare conforto, speranza, protezione sia in occasione di terribili calamità naturali, epidemie, guerre, sia di vicende quotidiane, quali malattie, disgrazie, ingiustizie; problemi di fronte ai quali l’uomo, con le sue sole forze, si sente impotente e perduto. Il suo culto è antichissimo, risale ai primi secoli del cristianesimo; infatti, la prima chiesa della città, eretta nella zona oggi denominata “san Giacomo”, fu dedicata alla Madonna. Alle soglie del primo millennio, dopo le riparazioni di questa antica chiesa, danneggiata a più riprese durante le guerre bizantine in Italia meridionale, sull’altare fu collocata una statua di Santa Maria, che fu riconosciuta santa Patrona della città di Lucera. Durante la presenza dei saraceni, forzatamente trasferiti a Lucera dalla Sicilia da Federico II, la statua fu tenuta nascosta, fino alla cacciata e allo sterminio dei musulmani da parte di Carlo II D’Angiò. Secondo la narrazione popolare, il 15 agosto 1300, giorno dell’Assunzione della santissima Vergine al cielo, la vittoria angioina fu favorita dall’intervento della Madonna che accecò le truppe saracene con sciami di moscerini. Il re, per riconoscenza, fece costruire in Suo nome la cattedrale; inoltre, donò alla città una nuova statua, quella oggi venerata, poiché quella nascosta e portata in processione per le vie di Lucera, subito dopo la cacciata dei saraceni, svanì nel nulla. Presso il Museo di Lucera c’è un’altra statua risalente allo stesso periodo circa di quella scomparsa. Si parlò, pertanto, di un miracolo di santa Maria, cui ne furono attribuiti altri, nel corso dei secoli. L’intervento mariano si sarebbe manifestato durante i terribili terremoti del dicembre 1456, del luglio 1627, del marzo 1731, quando l’intera Capitanata fu sconvolta e distrutta, mentre Lucera subì pochi danni. Per far cessare l’epidemia di colera che raggiunse a Lucera la più alta diffusione nell’estate del 1837, con circa 600 vittime. Come sempre, la popolazione lucerina invocò l’aiuto di santa Maria e la scomparsa del morbo fu attribuita al Suo intervento miracoloso. In quell’occasione, si disse che la Madonna, prodigiosamente, mosse gli occhi e mutò il colore del volto, assumendo il colorito da bruno scuro a pallido. Un altro episodio è “il prodigio delle campane”. Alcuni lucerini erano al lavoro in una miniera degli Stati Uniti, a Niagara Falls; a un certo punto qualcuno di loro smise di lavorare, esclamando: «Ma non sentite il suono delle campane della cattedrale di Lucera»? Considerandolo un avvertimento, uscirono dalla miniera che poco dopo crollò. In tempi più recenti, i lucerini chiesero la protezione dai bombardamenti che stavano distruggendo la vicina Foggia, alimentando un’antica devozione popolare: le edicole votive. Queste ultime avevano lo scopo, per fede religiosa, di proteggere le persone e, con esse, i loro palazzi e case sui cui muri erano presenti; finendo per diventare un elemento caratteristico delle strade di Lucera. Difatti, molti proprietari arricchirono con nuove edicole i muri delle proprie abitazioni per venerare la Madonna e pregarla di preservare Lucera dai bombardamenti alleati. Anche oggi, quando il futuro appare in bilico tra incertezza e angoscia, il credente si rivolge al sacro per trovare speranza e consolazione. Perciò, santa Maria Patrona continua a essere un riferimento fortissimo e, comunque, rimane il simbolo che da sempre unisce i lucerini sparsi nel mondo..


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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