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7 Maggio 2026
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Dialettando 427 – Modi di dire Lucerini

lino-montanaro“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.

DIALETTANDO 427

A Lucera non si dice “Mettiamo in comune quello che abbiamo? “ ma si dice: “ ÀMMA FÀ ‘A CASSCE ANZÍME? “ – (Traduzione: facciamo cassa insieme? )

A Lucera non si dice “ Le tue parole mi hanno colpito profondamente ” ma si dice: “ MM’È RANGECATE U CÓRE “ – (Traduzione: Mi hai graffiato il cuore)

A Lucera non si dice “ Ti comporti sempre con irritabilità, frustrazione e rabbia “ ma si dice: “ STACE SÈMBE CHE NU PANARÍZZE ABBUTTATE “ – (Traduzione: Sta sempre come un patereccio molto gonfio. Nb: Il patereccio: processo suppurativo e infiammatorio delle estremità delle dita, causato da batteri, trasportati generalmente con la propria saliva, quando ci si mangia le unghie o penetrati attraverso piccole ferite con schegge e punture. )

A Lucera non si dice “ Ho avuto un brutto presentimento “ ma si dice: “ ME L’AGGHJE SENDÚTE SSCÈNNE RÍNE-RÍNE “ (Traduzione: Me lo sono sentito scendere verso i reni)

A Lucera non si dice “ Mi ha dato sempre dispiaceri “ ma si dice: “ ‘STU FIGGHJE M’À CCÌSE ‘A SALÙTE“ – (Traduzione: Questo figlio mi ha ucciso la salute)

A Lucera non si dice “ Vorrei fuggire dai problemi della vita quotidiana “ ma si dice: “ ME NE VULARRÍJE TRUUVÀ ND’A N’ATU PÍZZE DE MÚNNE “ – (Traduzione: Mi vorrei trovare in altro posto del mondo)

A Lucera non si dice “ La vera natura dei figli viene fuori quando ne hai bisogno “ ma si dice: “ FIGGHJE SE CANOSSCÈNE ND’A VECCHJAÍJE ” – (Traduzione: I figli si conoscono nella vecchiaia)

A Lucera non si dice “ È preferibile essere in buona salute, anche se costretti a lavorare duramente, che ammalati“ ma si dice: “ MÈGGHJE STRUDE I SCARPE CHE I LENZÓLE!“ – (Traduzione: Meglio consumare le scarpe che le lenzuola!)

A Lucera non si dice “ Al tuo rientro ti ridurrò a mal partito “ ma si dice: “ MÒ CHE T’ARRETÍRE T’AGGHJA FRECÀ U PÌLE “ – (Traduzione: Quando torni a casa ti liscerò il pelo)

A Lucera non si dice “ È così delicato da non sopportare neanche le fatiche più leggere “ ma si dice: “ È JJÚTE A COGGHJE U PETRUSÌNE E SE SPEZZATE U FÍLE D’I RÌNE “ – (Traduzione: È andato a cogliere il prezzemolo e si è rovinato la schiena)

In foto Anni 80 – Via Mazzini – Approvvigionamento dell’acqua dalla fontana – Foto fornita da Giorgio Granieri

[LINO MONTANARO BIOGRAFIA E PUBBLICAZIONI PRECEDENTI]

 

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