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25 Ottobre 2021
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ll Club per l’UNESCO di Lucera ha organizzato la “Passeggiata patrimoniale 2021″

Passeggiata patrimoniale 2021
realizzazione siti web Lucera

Come è tradizione, anche quest’anno, dopo la pausa dovuta alla pandemia, il Club per l’UNESCO di Lucera, Presidente il prof. Giovanni Calcagnì, ha organizzato la “Passeggiata patrimoniale 2021”.

L’iniziativa si inserisce nella nostra sostanziale adesione alle Passeggiate Patrimoniali promulgate dal Consiglio d’Europa che rientrano nelle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) del Ministero dei Beni Culturali. Il tema europeo di quest’anno è “Patrimonio culturale: tutti inclusi”.

Le Passeggiate Patrimoniali sono uno degli strumenti della “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società” meglio nota come Convenzione di Faro e figurano tra le iniziative organizzate in occasione delle GEP.

Esse hanno l’obiettivo di promuovere la consapevolezza tra i cittadini del patrimonio culturale del loro territorio e diventano un’occasione di formazione della cittadinanza attiva; sono concepite come azione comunitaria sul Patrimonio Culturale, focalizzate su un tema “culturale” specifico o su un filo conduttore i cui contenuti possono essere molteplici. Attraverso di esse la comunità cittadina utilizza i propri beni culturali per testimoniare la propria appartenenza al territorio in cui abita e i partecipanti possono arricchire la propria conoscenza e capacità di interpretare le dinamiche storiche, artistiche, sociali e culturali della città o dei luoghi visitati. Non è una semplice visita guidata perché la passeggiata promuove l’interazione dei cittadini con il loro patrimonio culturale. È concepita e realizzata da coloro che abitano e lavorano sul territorio verso il quale hanno sviluppato un senso di appartenenza. I partecipanti sono guidati da dei testimoni, ovvero persone che vivono i luoghi o li frequentano per lavoro e che perciò caricano le loro spiegazioni di una componente emozionale che è unica per ogni testimone. Attraverso la passeggiata i partecipanti riscoprono la propria città, e la osservano da un’altra angolazione. IL tutto è finalizzato, non solo a una migliore fruizione del bene, ma anche a una sua valorizzazione dal punto di vista del turismo culturale.

L’incontro è avvenuto domenica 19 settembre, tema: archeologia del sito Fortezza Svevo Angioina, e si è svolto sotto la guida del Prof. Italo Muntoni, archeologo di chiara fama, in servizio presso la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia quale Funzionario Responsabile del Patrimonio Archeologico di tutto il territorio della suddetta Soprintendenza.

Alla presenza di un folto gruppo di iscritti e simpatizzanti, ancorché limitato nel numero dalle norme anti-covid, il Prof. Muntoni, brillantemente coadiuvato in questo dalle competenze geologiche del nostro Presidente, prof. Giovanni Calcagnì, ha esposto in maniera concisa ma comunque esauriente e precisa la storia degli insediamenti che si sono avvicendati sul Colle Albano, a nord-ovest della città.

Egli ha spiegato che gli scavi archeologici succedutisi su questo sito nel corso degli ultimi cinquant’anni, hanno evidenziato la presenza di insediamenti che partono dal neolitico (VI millennio a.C.) e attraverso i periodi Daunio, Romano, Tardoantico, Altomedioevale (Longobardo e Normanno), infine giungono alla grandiosa, per Lucera, epoca federiciana e poi angioina. Monte Albano diviene, quindi, testimone dell’evoluzione, in questi luoghi, della cultura e della civiltà caratteristiche dell’Homo sapiens negli ultimi ottomila anni circa.

Gli scavi archeologici ivi condotti, alla stregua di una “macchina del tempo”, hanno permesso di “vedere”, scendendo nel sottosuolo livello dopo livello, scorci di vita reale di questi popoli lungo il corso dei millenni e dei secoli. Il Prof. Muntoni è riuscito a trasmettere magistralmente ai partecipanti il senso storico e culturale di questa storia, per il sito in questione e quindi, di riflesso, per la nostra Lucera più in generale.

La visita alla fortezza si è conclusa con una panoramica sulle varie ipotesi progettuali finalizzate a tutelare e a far “rivivere” e fruire le tracce dei principali insediamenti presenti nella cittadella, soprattutto quelle di epoca sveva e angioina, a partire dallo straordinario Palatium federiciano.

I convenuti si sono poi trasferiti presso i locali del Museo civico “Fiorelli”, in particolare nelle sue sale svevo-angioine, dove si è ricostruita la storia dei reperti archeologici (oggetti, vasellame, armi) rinvenuti nel corso degli scavi sul sito di Monte Albano.

La visita si è conclusa con i ringraziamenti e il plauso al dott. Muntoni per le brillanti considerazioni che si sono rivelate un notevole, ulteriore contributo alla conoscenza della nostra fortezza.

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