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12 Giugno 2026
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Lucer…arte: Santo Volto (Gesù morto)

Santo Volto (Gesù morto), collocato nella Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta e più precisamente nella cappella Gallucci, Lucera
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Inauguriamo il nuovo anno ponendo all’attenzione dei lettori uno dei dipinti più enigmatici e suggestivi della nostra Lucera: il Santo Volto (Gesù morto), collocato nella Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta e più precisamente nella cappella Gallucci.

L’immagine affrescata a tempera, sicuramente unica superstite del ciclo originario di affreschi fatti nella chiesa, è probabilmente realizzata nei primi decenni del 1400. Essa raffigura il Cristo, caratterizzato da un viso dolcissimo che trasmette serenità, che si erge da un sarcofago bicromo, richiamando le stesse tonalità nella cornice a figure geometriche; la peculiarità è che Gesù è rappresentato stranamente senza stigmate.
Può essere, secondo gli studiosi biblici, un motivo dettato dall’accentuazione della natura gloriosa e divina del corpo risorto, ormai libero dalla sofferenza e dalla morte. Sempre secondo gli studiosi, questa iconografia sottolinea l’elevazione rispetto all’umanità sofferente, focalizzandosi sulla gloria pasquale piuttosto che sul dolore fisico. L’assenza delle stigmate vuole, quindi, significare che la morte è stata sconfitta e pone Cristo come figura divina che va oltre la morte umana.
Un’altra particolarità del dipinto è data dal fatto che lateralmente abbiamo due angeli alati che reggono un grande sudario che avvolgeva, con molta probabilità, il Cristo; in altre parole simboleggia la sacra Sindone. A dir il vero, il lenzuolo non presenta tracce di alcuna figura umana; potrebbe essere che i tratti siano stati cancellati o omessi durante il restauro eseguito nel 1928, finalizzato a far emergere la bellissima cornice che, in un primo momento, era stata coperta da intonaco.
L’autore del dipinto, come ci è capitato di far notare per opere precedenti, è ignoto e possiamo solo procedere per ipotesi, dettate esclusivamente dalle somiglianze con altri affreschi. Prima di avanzare alcuni nomi di artisti plausibili, vorremmo mettere a confronto i volti dei due Cristi che si trovano nelle nostre due chiese coeve: rispettivamente la cattedrale e San Francesco.

Da questo raffronto possiamo notare che quello nella prima immagine è privo di qualsiasi scalfittura sia sulla pelle che sul viso, mentre la postura e l’inclinazione del capo sono praticamente identiche: da ciò deduciamo che potrebbe trattarsi di due autori distinti, ma che si sono “visti” e influenzati a vicenda, oppure nei restauri già citati si è effettuata un’eccessiva pulitura, che ha cancellato le stigmate e compromesso la vera identità dell’autore.
Uno degli autori papabili è Lorenzo Monaco o qualcuno attribuibile alla sua bottega. Questo nome è scaturito da alcune somiglianze con il nostro dipinto e anche da un dato interessante che analizzeremo in seguito.
Lorenzo Monaco, al secolo Piero di Giovanni, nasce a Siena nel 1370 circa e muore a Firenze nel 1425 circa. Fu un monaco cristiano dal 1391 e condusse la sua vita pastorale principalmente ad Assisi, dove iniziò la sua attività di pittore. La sua produzione si trova soprattutto in Toscana e a Venezia, ma ha lavorato anche, e la cosa potrebbe essere rilevante per l’attribuzione del nostro affresco, a Cava de’ Tirreni che, come sappiamo, è un’antica città della Campania, storicamente legata al periodo angioino, e sviluppatasi attorno all’Abbazia della SS. Trinità, dove è possibile ammirare una bellissima tavola, ovvero la Madonna con il Bambino del nostro pittore.
Vi riportiamo un dipinto esemplificativo di questo artista, attualmente conservato nello Spedale degli Innocenti a Firenze.

Come si può notare, la figura del Cristo è molto simile a quello preso in esame, in tutte le sue parti. Se fosse confermata e verificata tale attribuzione, sarebbe per tutta la cittadinanza un’importante acquisizione, poiché Lorenzo Monaco è annoverato tra i grandi pittori di quel periodo.
Altri nomi validi compatibili con il nostro affresco sono quelli di Masolino e Pietro Cavallini; tuttavia anche queste restano solo congetture, in mancanza di ulteriori riscontri.
Come sempre, concludiamo con l’auspicio che questo articolo abbia suscitato curiosità e apprezzamento verso le bellezze del nostro patrimonio artistico.

Gianni e Annarita Mentana

web agency lucera

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