“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 361
A Lucera non si dice “ Sono cose che capitano a tutti “ ma si dice: “ È ACQUE CHE CHJÓVE SÓP’A TUTT’I TÍTTE “ – (Traduzione: È acqua che piove su tutti i tetti )
A Lucera non si dice “ Sei proprio uno sfaticato, un fannullone!“ ma si dice: “ CAMMÍNE, VA CUGGHJE I PEMMEDÓRE! “ – (Traduzione: Cammina, vai a raccogliere i pomodori!)
A Lucera non si dice “ Te la farò pagare cara! “ ma si dice: “ T’AGGHJA JÍ NDO MACENÌLLE!“ – (Traduzione: Ti devo andare nel deretano!)
A Lucera non si dice “ Se sai sopportare vivi bene “ ma si dice: “ SCKITTE CHI TÉNE PACIÈNZE VACE MBARAVÍSE “ – (Traduzione: Solo chi ha pazienza va in Paradiso)
A Lucera non si dice “ Chi non è capace di grandi cose, dovrà accontentarsi delle briciole “ ma si dice: “ CHI NZE POTE MAGNÀ ‘A CARNE, SE SORCHJE U BBRODE “ – (Traduzione: Chi non riesce a mangiare la carne, si deve accontentare del brodo)
A Lucera non si dice “Alcune circostanze della vita sono inevitabili “ ma si dice: “ OGGE ÀMME MAGNATE I REZZÌREJE D’U STÍPE“ – (Traduzione: Oggi abbiamo mangiati gli avanzi della credenza)
A Lucera non si dice “ Stai zitto perché tu non hai voce in capitolo “ ma si dice: “ MA STATTE CÍTTE CHE TU NGE PARE DA NDÈRRE “ – (Traduzione: Ma statti zitto perché non appari da terra)
A Lucera non si dice “ Quando deve mangiare, lo devono forzare “ ma si dice: “ CE L’ÀNNA NZACCÀ C’U TACCHERE “ – (Traduzione: Devono imboccarlo col bastone)
A Lucera non si dice “ Sei una persona maldicente e sboccata “ ma si dice: “ TÍNE ‘A VOCCHE QUAND’E ‘NA ROTE DE TRAJÍNE “ – (Traduzione: Tieni la bocca grande come una ruota di carretto )
A Lucera non si dice “ Cerca di non perdere altro tempo!“ ma si dice: “ A CHI PINZE, A RRÌNZE CHE À PPÈRZE I SÌNZE? “ – (Traduzione: A chi pensi, a Renzo che ha perso i sensi?)
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