“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 376
A Lucera non si dice “ Il bisogno aguzza l’ingegno “ ma si dice: “ CASA STRÈTTE E FÈMMENA ‘NGEGNÓSE, VVÚTTE CHE TRASE! “ – (Traduzione: Casa stretta, donna ingegnosa, spingi che entri!)
A Lucera non si dice “ Ma perché ti immischi negli affari altrui in modo e invadente? “ ma si dice: “ NEH! T’AVÈSSE DÍTTE VÍDE U LLÓRGE E DÍMME CH’ÓRA ÉJE? “ – (Traduzione: Neh! Ecco! Ti ho chiesto di vedere che ora sono)
A Lucera non si dice “ Ha pulito la casa senza impegno, con risultati scadenti “ ma si dice: “ À FFATTE I SERVIZZÍJE CH’I VEDÈLLE MBRAZZE E SÒ VVENÚTE TUTT’ACCIAVATTATE “ (Traduzione: Ha fatto i mestieri di casa con le budella in braccio ed è venuto tutto arrangiato)
A Lucera non si dice “ I fatti intimi non vanno esposti in pubblico “ ma si dice: “ QUAND’È BBRÙTTE A FFRECÀ ‘NGHIAZZE “ – (Traduzione: Quando è brutto fottere in piazza)
A Lucera non si dice “ L’ho colpito violentemente sulla bocca “ ma si dice: “ L’AGGHJE ABBUTTATE U MÚSSE CÚM’E NU SAMARSALE ‘MBUTTÚTE! “ – (Traduzione: Gli ho gonfiato il muso come un pomodoro San Marzano imbottito)
A Lucera non si dice “ Alla prima occasione farò valere le mie ragioni “ ma si dice: “MÒ CA T’ACCIAFFE FACÌME I CÚNDE! “ – (Traduzione: Quando ti prenderò faremo i conti!)
A Lucera non si dice “Mi sono vestito di tutto punto per andare a fare una passeggiata col bambino“ ma si dice: “ ME SÒNGHE MÌSSE CAPPÓTTE, CAPPÍLLE E LALÀ! “ – (Traduzione: Mi sono messo cappotto, cappello per andare a spasso con il bambino)
A Lucera non si dice “ È una persona che si comporta in modo strambo “ ma si dice: “ ÉJE ‘NA CAPE DE SARACHE “ – (Traduzione: È una testa di saracca, un tipo di pesce conservato sotto sale)
A Lucera non si dice “ Vezzeggiativo amoroso rivolto spesso alle mogli “ ma si dice: “ CHE TE POZZA SECCÀ ‘A LÈNGHE “ – (Traduzione: Che ti si possa seccare la lingua!)
A Lucera non si dice “ Sono impedito, non ho alternative “ ma si dice: “ MBÒZZE NNÈ CCÓRRE E NNÈ FFÚJE “ – (Traduzione: Non posso né correre e né fuggire)
In foto – Anni 40 – Piazza Salandra angolo con Via Gramsci dov’era ubicata la Daunia latte – Foto di Massimiliano Monaco
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