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Pillole Dialettali, Personaggi: Donna Viulande c’a trippa storte

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PARE A DONNA VIULANDE C’A TRIPPA STORTE! era un modo di dire lucerino per indicare una signora singolare e grottesca che indossava abiti e accessori stravaganti e pacchiani.

Chi era costei? Era figlia di un cancelliere di origine barese trasferito presso il Tribunale di Lucera. Andata in sposa a un possidente di Vasto, dopo alcuni giorni di matrimonio lasciò il marito e fece ritorno a Lucera e andò ad abitare “Sóp’a cuppetèlle” (Vico Granata), poco distante dalla chiesa di Santa Caterina. Alla morte dei genitori fu costretta, poco alla volta, a vendere tutto, rimanendo alla fine povera in canna. Il soprannome c’a trippa storte gli derivò dal fatto che un lato della pancia era più prominente dell’altro, forse dovuto al suo modo d’incedere.

A vì, a vì, mò véne donna Viulande“, era la minaccia delle mamme lucerine quando non ne potevano più dei capricci dei bambini o non volevano dormire. In realtà non era né cattiva né pericolosa, ma per il suo modo stravagante di comportarsi era presa in giro dai ragazzacci di strada che le avevano addirittura composto una canzonetta: ” Pe la víja d’u cambesande, donna Viulande c’u musicande. Víne víne mo’ si vúje venì, u tréne é pronde e ce n’amme a ìj. Pe la víja de lu castìlle, donna Viulande c’ù studentìlle. Víne víne mo’...” (Per la via del cimitero, donna Violante con il musicante. Vieni, vieni adesso, sei vuoi venire, il treno è pronto e ce ne dobbiamo andare. Per la via del castello, donna Violante con lo studentello. Vieni, vieni adesso ecc.).

Foto di Ascanio Iliceto

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