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11 Giugno 2026
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Pillole Dialettali, Amarcord: “U MIDECHE DE ‘NA VÓTE (I medici di una volta)

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Quando con la memoria si torna indietro negli anni, ci si ricorda che c’era una volta il medico di famiglia, considerato un vero caposaldo della comunità lucerina e non solo.

Non essendoci ancora la medicina strumentale attuale, con i pochi strumenti a propria disposizione, il medico era soprattutto un ottimo diagnostico, e al riguardo a Lucera vi erano delle vere eccellenze.
Spessissimo si interessavano dei loro pazienti come appartenenti alla loro” famiglia”e addirittura ogni tanto li vedevi bussare alla porta e chiedere ” Cúme vace? Tutt’a pposte? “

Ci fu, addirittura, chi come il medico Ciro Sacco, chiamato con rispetto e riverenza don Ggíre, un dottore molto stimato a Lucera, ove esercitò la missione con competenza e umanità tra le due guerre mondiali, che aveva aperto un ambulatorio in una rampa de Sóp’e Múre (di Sopra le Mura), in un edificio crollato qualche anno fa. Qui svolse, con grande dedizione, un’instancabile opera a servizio degli ammalati, senza chiedere la parcella ai più poveri, fornendo spesso loro anche le medicine.

Per esercitare la professione egli doveva, innanzitutto, mettersi in sintonia con la gente lucerina e contemporaneamente capire cosa i pazienti volevano effettivamente esprimere. L’ambulatorio medico era frequentato, quando c’era la possibilità, soprattutto da gente semplice (crestijane abbúnate) che aveva enormi difficoltà a esporre i sintomi delle proprie problematiche di salute, con risultati che, a volte, bonariamente, erano veramente esilaranti (’na macchjètte). Ecco il racconto di alcuni di questi episodi.
Una mattina una popolana si presentò in ambulatorio lamentando perdite dai genitali: Dottò agghje vvíste i macchje d’u sangue…. Al che il dottore replicò: Parecchie?… La popolana stupita: Macchè Dottò, nnò p’a récchje ma d’a vergogne!!!

Si recò in ambulatorio una donna anziana, visibilmente sofferente, che lamentò: Dottò ténghe ‘na sorte de cacarèlle!… Siccome allora si ricorreva, soprattutto, ai rimedi tradizionali, il medico chiese: È pruuvate c’u lemóne?... E la signora prontamente: Sì dottò, ma quanne lève u lemóne, ‘a cacarèlle me véne u stèsse!!!

Credits Foto: generiamosalute.it

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